Scorie nucleari, un comune italiano si è candidato a ospitare il Deposito

Il comune di Trino Vercellese è l’unico ad essersi autocandidato a ospitare il Deposito Nazionale di Rifiuti Nucleari di cui l’Italia ha urgente bisogno

Un solo comune italiano si è autocandidato ad ospitare il Deposito Nazionale di scorie nucleari. Si tratta di Trino Vercellese che già oggi ospita 1.500 metri cubi di materiale radioattivo in un deposito provvisorio.

Si tratta dell’ennesima puntata della infinita soap opera che è diventata la ricerca di un luogo idoneo ad ospitare i circa 30mila metri cubi di spazzatura nucleare italiani che oggi sono sparsi qui e lì sul territorio.

L’autocandidatura arriva dopo un tentativo in extremis del ministero dell’Ambiente guidato da Gilberto Pichetto Fratin. Qualche mese fa, infatti, i tecnici incaricati dal governo avevano presentato la CNAI, cioè la Carta Nazionale delle aree idonee ad ospitare il Deposito. Il problema era, però, sorto subito: i cittadini delle 51 aree individuate hanno dichiarato la non volontà di ospitare il Deposito.

Sulla carta, però, quelle sarebbero le uniche 51 aree dove sarebbe possibile costruirlo. In quanto il resto del territorio italiano è stato escluso per motivi che vanno dall’elevata sismicità a questioni legate alla conformazione urbanistica.

Un problema che il ministro Pichetto Fratin ha provato a risolvere aprendo alle autocandidature per poi valutare in un secondo momento se sussistono le condizioni per eliminare i vincoli attualmente presenti.

Ora il ministero dovrà decidere se ampliare i tempi per presentare nuove autocandidature o valutare la singola proposta di Trino. In fondo, pensano a Palazzo Chigi, sul piatto c’è un investimento di 900 milioni di euro oltre a 4mila posti di lavori per la costruzione e tra i 700 e i mille posti di lavoro per la gestione del Deposito. Soldi e posti di lavoro che, sperano a Roma, prima o poi possano far gola a qualcuno.