Comitato No Inc:”Un inceneritore che non inquina è una barzelletta, vanno chiusi”

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I comitati che lottano per salvaguardare la salute delle popolazioni. Le voci raccolte da TeleAmbiente.

No alle discariche, agli inceneritori, a biomasse, a biometano e cementificazione. Un altro modello di smaltimento dei rifiuti è possibile. Si sono ritrovati davanti alla Regione Lazio i comitati che lottano per salvaguardare la salute delle popolazioni costrette a vivere a contatto con i miasmi prodotti dalle discariche. Queste le loro voci raccolte da TeleAmbiente.

La signora Lia: “Faccio parte del No Inc., ma vivo ad Aprilia, anche Aprilia è una città devastatissima in quanto a rifiuti perché ha dieci impianti di trattamento dei rifiuti e ogni anno riceve un quantitativo pari al totale dei rifiuti che produce Roma. C’è un Tbm, discariche sia legali che illegali, ci sono nuovi progetti anche lì per fare un nuovo inceneritore, un trattamento dei fanghi. Siamo qui oggi perché vogliamo controbattere questa logica della creazione di impianti di trattamento dei rifiuti che sono altamente nocivi per la salute e per l’ambiente. Un inceneritore che non inquina è una barzelletta”.

Natalie cittadina di Cancelliera, vive vicino alla discarica di Albano, ha dichiarato a TeleAmbiente: “Un tempo erano tutti campi di agricoltura, era un paradiso, adesso è un vero inferno. Non si resiste più, la puzza dalla mattina alla sera, adesso ci prendono anche per i fondelli, spruzzano del profumo a una cert’ora, ma l’odore è persistente. Questa discarica era nata solo per il comune di Albano nel ’77, è stata poi data ad un privato che si è riempito le sue tasche e non c’è stato verso di poterla chiudere.

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