Coltivatori di Emozioni, la prima piattaforma italiana di social farming per sostenere gli agricoltori

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“Salvaguardare il nostro patrimonio agricolo italiano e riattivare quei piccoli borghi che versano in uno stato di abbandono”. Biagio Amantìa, Co-founder di Coltivatori di Emozioni, racconta a TeleAmbiente l’obiettivo della prima piattaforma italiana di social farming. 

Coltivatori di Emozioni è la prima startup italiana che dal 2018 promuove la salvaguardia del patrimonio agricolo nazionale attraverso una piattaforma di social farming. Un sistema, rivolto tanto ai privati quanto alle imprese, che consente di sostenere a distanza i coltivatori, custodi delle antiche tradizioni agricole italiane.

Una rete sostenibile con una scopo ambizioso: recuperare le tradizioni contadine in via di estinzione e ripopolare le zone a rischio di abbandono, riattivando le microeconomie locali e innalzando il livello di prosperità delle realtà rurali. Ad oggi Coltivatori di Emozioni è presente in oltre 18 regioni italiane, con oltre 47 agricoltori aderenti.

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“L’obiettivo principale della piattaforma è quello di salvaguardare il nostro patrimonio agricolo italiano andando a recuperare quelle antiche tradizioni contadine e andando a riattivare quei piccoli borghi che versano in uno stato di abbandono”, spiega a TeleAmbiente Biagio Amantìa, Co-founder di Coltivatori di Emozioni.

 


Acquistando sul sito web le Box Regalo di Coltivatori di Emozioni, con prodotti selezionati anche dallo Chef Simone Rugiati,è possibile accumulare dei semini per la realizzazione dei progetti degli agricoltori.

I produttori vengono selezionati secondo un disciplinare, abbiamo anche una commissione interna, tra cui lo chef Rugiati che testa i nostri prodotti. Sono diversi però i valori che ci spingono a selezionarli. In primis sono realtà agricole di piccole dimensioni a gestione familiare, che portano avanti prodotti tipici del territorio. Si tratta di realtà che vedono nel digitale un’opportunità per farsi conoscere. Parliamo di prodotti di altissima qualità e attenti alla sostenibilità ambientale, ovvero utilizzo di metodi produttivi di una volta contro sistemi di coltivazioni intensivi moderni che sfruttano smodatamente il territorio. Dalla gestione sostenibile del suolo all’efficienza nell’utilizzo di risorse come acqua e energia, o riduzione dell’uso di plastica e imballaggi, fino alla tracciabilità. A riguardo con un’azienda del Pavese abbiamo lanciato un progetto di blockchain per far conoscere tutti i passaggi del riso carnaroli“, afferma Biagio.

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Un’importante collaborazione è quella tra Coltivatori di Emozioni e I Borghi più belli d’Italia che ha “l’obiettivo di promuovere le tipicità dei borghi più belli d’Italia di cui il nostro Paese è pieno. Raccontare da una parte il patrimonio agricolo e dall’altra le bellezze artistiche di queste località. Da qualche mese abbiamo ampliato la collaborazione con il tour operator dell’associazione per far vivere in prima persona l’esperienza dell’azienda agricola che si trova in quei borghi“, conclude Biagio.

 

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