coca-cola greenwashing

La nuova iniziativa della multinazionale non è abbastanza per fare da contraltare a tante colpe per quanto riguarda l’impatto ambientale.

Coca-Cola, per ridurre la dispersione di plastica nell’ambiente, è pronta a lanciare il ‘tethered cap‘. Si tratta di un tappo di plastica che con l’apertura delle bottiglie rimane attaccato e che è già stato introdotto, in Italia, nelle bottiglie del FuzeTea. Un’innovazione che risponde anche alle normative dell’Unione europea, che entreranno in vigore nel 2024. Mentre nel Regno Unito il ‘tethered cap’ è già presente nelle bottiglie di Coca-Cola.

La multinazionale ha rivendicato con orgoglio questa novità, nell’ambito della sostenibilità e del giusto riciclo, annunciando che sarà utilizzata anche nello stabilimento italiano di Nogara (Verona), dove si utilizzerà anche il KeelClip, un packaging di carta che ridurrà quindi la produzione, il consumo e la dispersione di plastica.

Un’iniziativa, quella di Coca-Cola, assolutamente da elogiare. Che però stona un po’ con tante iniziative poco amiche dell’ambiente adottate nel corso degli anni. Siamo di fronte a una nuova operazione di greenwashing? Basta citare solo alcuni casi, tra i più recenti. La multinazionale è alle prese con una battaglia legale con gli indios produttori della Coca Pola, a cui vorrebbero impedire di utilizzare quel marchio, troppo simile a quello, ben più conosciuto, della Coca-Cola. Da diversi anni, poi, la multinazionale, insieme a PepsiCO e Nestlè, è tra i maggiori inquinatori di plastica al mondo. E nell’ambito di questa poco onorevole competizione, Coca-Cola per quattro anni consecutivi ha sbaragliato la concorrenza.

E ancora, solo per citare alcuni paradossi: bene le bottiglie in plastica 100% riciclata, ma si è trattato di un’innovazione che riguarda solo il mercato degli Stati Uniti. E intanto, un po’ più a Sud, c’è stata una bizzarra partnership con Jair Bolsonaro per salvare le foreste dell’Amazzonia. Vista la caratura degli ‘alleati’, è lecito farsi venire qualche dubbio…

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