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CO2, l’allarme dell’Iea: “Nel 2023 le emissioni raggiungeranno il record di sempre”

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Altro che decarbonizzazione, sulla CO2 arriva l’allarme dell’Iea: “Nel 2023 le emissioni raggiungeranno il record di sempre”.

Da un lato l’obiettivo della decarbonizzazione, dall’altro la triste realtà. È drammatico l’allarme lanciato dall’Agenzia internazionale sull’energia (Iea): “Le emissioni di CO2, principale causa del riscaldamento globale, raggiungeranno il massimo storico a livello mondiale nel 2023, poiché solo il 2% dei finanziamenti per la ripresa dell’economia dalla pandemia viene speso nel settore dell’energia pulita“. Su 16mila miliardi di dollari (14mila miliardi di euro) destinati alla ripresa, afferma la Iea, solo circa 380 miliardi di dollari sono stati stanziati per gli investimenti verdi.

Come riporta anche Phys, l’Iea ha scoperto che solo 380 miliardi di dollari, su 16 trilioni, sono stati effettivamente destinati a progetti sostenibili. Con questo ritmo, anche con una netta inversione di rotta, dopo il record del 2023 le emissioni globali sono comunque destinate ad aumentare. Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Iea, non usa mezzi termini: “Dall’inizio della pandemia, molti governi avrebbero potuto parlare dell’importanza di ricostruire un futuro più pulito, ma molti di loro hanno preferito mettere i soldi dove sono sempre stati“.

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Gli obiettivi degli Accordi di Parigi e dell’Agenda 2030, quindi, appaiono sempre più lontani. Neanche i lockdown dello scorso anno sono bastati per ridurre le emissioni, che continuano ad aumentare. La conseguenza è che gli effetti dei cambiamenti climatici, alla fine, vanno a colpire anche i paesi con le economie più avanzate (come dimostrano i disastri in Canada, Stati Uniti, Belgio e Germania).

Anche gli annunci tra i Paesi del G20 sono destinati a rimanere disattesi, con l’Iea che già un mese fa aveva avvertito i grandi del Pianeta: “L’investimento annuale per un’economia verde al momento è inferiore ai 150 miliardi all’anno in tutto il mondo, per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 dovrebbe essere sette volte tanto entro il 2030“.

Per l’Iea, quella della riduzione delle emissioni di CO2 è un’occasione persa da tutti i Paesi del mondo, indipendentemente dalla loro economia, proprio a causa delle pessime scelte sugli investimenti per la ripresa. “Non solo i mancati investimenti non permetteranno di ridurre le emissioni, ma non eviteranno neanche nuovi livelli record nei prossimi anni. I governi devono rispondere maggiormente agli obiettivi che loro stessi hanno stabilito a Parigi nel 2015, a cominciare dagli aiuti per le economie dei Paesi in via di sviluppo“, aggiunge Fatih Birol.

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