In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1)CNR, biosensori ecosostenibili rilevano molecole tossiche; 2) Inverno senza neve, un video punta i riflettori sulla crisi climatica; 3) In Sicilia le serre sono sempre più green; 4) Prisma 2, il nuovo satellite italiano che studierà i cambiamenti climatici

 

In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:

1)CNR, biosensori ecosostenibili rilevano molecole tossiche: La fabbricazione di biosensori enzimatici è un settore in continua espansione. Ad attirare l’attenzione dell’industria è loro capacità di essere altamente selettivi e sensibili. In particolare, i biosensori a base dell’enzima laccasi suscitano molto interesse per la loro capacità di rilevare molecole altamente tossiche nell’ambiente. Possono diventare così strumenti essenziali nei campi delle tecnologie di produzione industriale con un basso impatto ambientale come la biotecnologia bianca e la chimica verde, che utilizzano organismi viventi e sostanze chimiche non inquinanti per creare processi industriali con meno sottoprodotti dannosi. La produzione di un nuovo biosensore a base di laccasi, esente da metalli, con capacità di riutilizzo e conservazione senza precedenti, è stata raggiunta dall’Istituto di struttura della materia del Consiglio nazionale delle ricerche. Il risultato più rilevante riguarda le grandi prestazioni in termini di riutilizzo e stoccaggio. Quest’ultimo può arrivare fino a due mesi senza particolari cure, lasciando il biosensore a pressione e temperatura ambiente ed esposto alla luce solare.

Inverno senza neve, un video punta i riflettori sul dramma dei cambiamenti climatici in montagna

2) Inverno senza neve, un video punta i riflettori sulla crisi climatica: “Il cambiamento climatico è in corso”. Si apre con questa frase perentoria il video-denuncia del film-maker Marco Rostagno girato nelle scorse settimane sulle alpi piemontesi insolitamente senza neve. Il video dal titolo “Change – È ora di agire” mostra due scialpinisti su una montagna completamente priva di neve che iniziano a scendere sull’erba con i loro scii come se quella neve ci fosse. Una metafora del fatto che bisogna adattarsi ai cambiamenti climatici ma allo stesso tempo che bisogna agire perché la crisi climatica non si intensifichi ulteriormente. La crisi climatica non è un concetto astratto o qualcosa che riguarda luoghi remoti, le sue conseguenze sono ben visibili anche in Italia: per le Alpi, quest’inverno è stato il più mite e secco degli ultimi 158 anni con una temperatura che ha registrato 1,8 gradi centigradi in più rispetto al periodo 1991-2020. Un problema le cui conseguenze saranno avvertite negli anni a venire e per questo, il messaggio finale che il regista vuole mandare agli spettatori è secco e diretto: “Non c’è più tempo da perdere”.

Inquinamento, multato Elon Musk: la sua fabbrica di Tesla emette troppa CO2

3) In Sicilia le serre sono sempre più green: Serre tecnologiche sempre più sostenibili. Dalla Sicilia parte la sfida per il rilancio della filiera produttiva serricola in ottica Green. Una sfida che in provincia di Ragusa è già realtà, grazie al progetto Intesa “Innovazioni tecnologiche nella filiera Agro industriale”, promosso nell’ambito di un’iniziativa cofinanziata dal programma Eni Italia – Tunisia confondi FESR. Si tratta di un nuovo sistema di produzione per colture protette che coniuga l’aeroponica, tecnologia utilizzata nelle missioni spaziali in cui le piante vengono coltivate senza l’uso di substrati e la nebulizzazione dei nutrienti nelle radici, con la NFD, sistema in cui le piante sono poggiate su una canalina e le radici si alimentano attraverso un film di soluzione nutritiva. Tutto questo significa meno acqua, meno trattamenti, meno concime e minore impronta CO2. Qualità controllata, prezzi competitivi.

Prisma 2, il satellite italiano che studierà i cambiamenti climatici

4) Prisma 2, il nuovo satellite italiano che studierà i cambiamenti climatici: Un nuovo satellite italiano potrebbe essere lanciato presto in orbita con l’obiettivo di studiare la Terra e i suoi mutamenti: come cambiamenti climatici, clima, ambiente, atmosfera e inquinamento. Si tratta di Prisma 2 o “Prisma di seconda generazione”, il satellite dell’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana, fratello minore del Prisma 1, lanciato in orbita 4 anni fa, autori delle più belle immagini dell’eruzione dell’Etna dei giorni scorsi. “La missione Prisma2 – ha dichiarato Roberto Formaro, direttore dei Programmi dell’Agenzia Spaziale Italiana – garantirà a livello nazionale la continuità della fornitura di immagini iperspettrali alla comunità scientifica ed applicativa”. Nel Prisma di seconda generazione, sarà incrementata la risoluzione a terra delle immagini rispetto a quella attualmente possibile.  Una capacità che aumenterà i benefici che derivano dai dati raccolti: ad esempio, si potrà notare uno sversamento in mare prima che diventi troppo ampio, ma anche l’agricoltura di precisione potrà fare uso di dati ancora più accurati”.

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