ClimADA, il clima degli ultimi 1000 anni svelato dai ghiacci dell’Adamello

75
0

Una vera e propria “mappa” della storia del ghiacciaio che potrebbe aiutare a capire il suo futuro. Ecco cosa hanno raccontato gli esperti del progetto ClimADA.

Riparte ClimADA il progetto che che nell’aprile 2021 ha permesso l’estrazione di 224 metri di ghiacci dal Ghiacciaio dell’Adamello, grazie ad un’operazione mai riuscita prima nell’intero arco alpino.

Il progetto ideato dalla Fondazione Lombardia per l’Ambiente e sostenuto da Fondazione Cariplo, Regione Lombardia e dalla Comunità Montana di Valle Camonica-Parco dell’Adamello.

Nei laboratori dell’EuroCOLD della Bicocca è iniziata la serie di analisi finalizzate a ricostruire le condizioni del clima ed ambientali della parte centrale delle Alpi, che permetterà di andare indietro di 1000 anni circa. Si tratta di una vera e propria “mappa” della storia del ghiacciaio che potrebbe aiutare a capire il suo futuro. Studiare il passato per comprendere il futuro.

“È un progetto molto entusiasmante per noi e speriamo possa fornire degli spunti, delle informazioni e dei dati significativi per la ricerca. – ha spiegato Elena Jachia, Direttrice Area Ambiente Fondazione Cariplo – È una ricerca che ci darà informazioni sul passato, su quelli che sono gli elementi ritrovabili all’interno della ‘carota di ghiaccio’ estratta dall’Adamello, rispetto a tutti i materiali depositati negli strati del ghiaccio negli ultimi mille anni”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Fondazione Cariplo (@fondazione_cariplo)

“Il ghiacciaio dell’Adamello è il più esteso e profondo d’Italia. Sull’arco alpino è il ghiacciaio posto più a sud, quindi molto più di altri è ricettore di tutta una serie di elementi atmosferici e climatici. – racconta a TeleAmbiente Fabrizio Piccarolo,  Direttore Fondazione Lombardia per l’Ambiente –  In generale, l’ecosistema alpino è particolarmente vulnerabile agli effetti del cambiamenti climatici. Il recente report dell’International Panel Of Climate Change individua la zona mediterranea – in particolare l’arco alpino – come una delle più vulnerabili e soggetta alle pressioni del cambiamento climatico”.

Parlando nello specifico del progetto Piccarolo spiega: “I ghiacciai sono come dei libri, degli archivi. Quindi, ricostruendo la loro storia e andando a raccogliere il ghiaccio che contengono, è come se il libro venisse aperto e si svelasse un archivio unico”.

Il movimento del Ghiacciaio seguito dalla fibra ottica

L’inserimento di 4 cavi in fibra ottica all’interno della perforazione – progettato ed eseguito dal team del prof. Mario Martinelli del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano – ha permesso di monitorare l’evoluzione temporale del profilo termico e deformativo del ghiacciaio lungo la verticale fino alla profondità di 225 metri, con un elevato dettaglio spaziale.

“Questa ricerca ci darà anche informazioni sul futuro: in particolare, su quelli che sono gli andamenti del ghiacciaio dell’Adamello previsti per i prossimi anni. – spiega Elena Jachia – Infatti, all’interno del buco lasciato nella carota, sono state inserite delle sonde di fibra ottica che individueranno dei dati importanti rispetto ai movimenti del ghiacciaio e anche alle temperature alle diverse profondità. Stiamo parlando di una carota di ghiaccio di oltre 220 metri, un esperimento davvero unico in Italia”.

Dai dati che stiamo rilevando dalla fibra ottica possiamo già conoscere alcune caratteristiche del ghiacciaio: ad esempio c’è una linea di frattura a 70-80 metri nel ghiacciaio in cui scorre l’acqua. – afferma Fabrizio Piccarolo –  I due livelli del ghiacciaio quindi si stanno muovendo e ciò ci permette di capire la direzione del suo movimento e conoscere le conseguenze che può subire l’ecosistema circostante. Sappiamo anche che la sua temperatura varia da 7 a 0 gradi e questo ci ha permesso di ridisegnare i vari strati interno del ghiacciaio e conoscerlo al suo interno”.

I 4 periodi analizzati, fino a 1000 anni di storia

Queste misurazioni sono fondamentali per comprendere l’evoluzione del Ghiacciaio dell’Adamello negli ultimi secoli, ricostruire le condizioni climatiche ed ambientali che si sono succedute fino ad ora, e fornire dati per gli scenari futuri sia sul ghiacciaio stesso che nelle Alpi centrali. In particolare la ricostruzione degli eventi climatici ed ambientali si concentrerà su 4 periodi specifici:

  • il periodo industriale;
  • la Prima Guerra Mondiale, combattuta in modo molto cruento sull’Adamello, rappresenta un periodo di particolare importanza per valutare l’impatto delle situazioni belliche in aree montane;
  • la parte della Piccola Età Glaciale, del periodo pre-industriale;
  • la parte basale della carota (indicativamente gli ultimi 30 metri di carota) consentiranno infine di comprendere l’evoluzione climatico-ambientale di un periodo stimato intorno a 1000 anni dal presente.

F2C – Fondazione Cariplo per il Clima

“ClimADA è una ricerca davvero significativa e va ad aggiungersi ad una serie di altri studi che, anche come fondazione Cariplo, stiamo sostenendo da tempo. In particolare, questo progetto si inserisce in un’iniziativa che abbiamo chiamato F2C – Fondazione Cariplo per il Clima. -ci racconta Elena Jachia –  Al suo interno ci sono una serie di attività di ricerca a cui stiamo lavorando. Alcune sono legate al monitoraggio dei cambiamenti climatici, specialmente in aree cittadine. Ad esempio, il progetto Climami dedica una serie di monitoraggi sul clima all’interno della realtà di Milano e dell’hinterland milanese, dandoci informazioni molto importanti per contrastare il cambiamento climatico e capire come alcuni interventi legati alla forestazione urbana, piuttosto che altri elementi di mitigazione del fenomeno, possano essere utili per migliorare la vita delle nostre città”.

Articolo precedente“ANYmal”, il cane-robot che monitora gli habitat naturali. Bagella: “Un’opportunità di lavoro per i giovani ricercatori”
Articolo successivoMafia, il sondaggio rivolto ai giovani del Lazio a 30 anni da Capaci