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Clima, i tre capi della cristianità uniti per la prima volta: “Dovete ascoltare il grido della terra”

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Papa Francesco, l’Arcivescovo di Canterbury e il capo della chiesa Ortodossa hanno rilasciato una dichiarazione congiunta per avvisare i governi della necessità di intensificare la lotta all’emergenza climatica in vista dell’inizio della Cop26.

I tre capi spirituali della cristianità hanno unito le forze per mandare un segnale forte ai governi, avvisando che il mondo sta affrontando un momento critico poiché la crisi climatica minaccia il futuro del pianeta.

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In una dichiarazione congiunta senza precedenti, papa Francesco, il leader della Chiesa cattolica romana, il patriarca ecumenico Bartolomeo, il leader spirituale della chiesa ortodossa e l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, che è il leader della comunione anglicana globale, chiedono alla popolazione mondiale – “qualunque sia il loro credo o visione del mondo” – di “ascoltare il grido della Terra e dei poveri”.

 


Oggi stiamo pagando il prezzo [dell’emergenza climatica]… Domani potrebbe essere peggio,” si legge nella dichiarazione.“Questo è un momento critico. Il futuro dei nostri figli e il futuro della nostra casa comune dipendono da questo”.

I leader religiosi hanno chiesto alle persone di pregare per i leader mondiali in vista della Cop26, il vertice mondiale sull’ambiente che si terrà a Glasgow questo autunno, e affinché le persone facciano sacrifici significativi per il bene del pianeta, lavorando insieme e assumendosi la responsabilità di come utilizziamo le nostre risorse ”.

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“Siamo di fronte a una dura realtà: la perdita di biodiversità, il degrado ambientale e il cambiamento climatico sono le conseguenze inevitabili delle nostre azioni, dal momento che abbiamo consumato avidamente più risorse della Terra di quanto il pianeta possa sopportare.”

 


“Ma ci troviamo di fronte anche a una profonda ingiustizia: le persone che subiscono le conseguenze più catastrofiche di questi abusi sono le più povere del pianeta e sono state le meno responsabili per averle causate”.

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Il mondo sta “già assistendo alle conseguenze del nostro rifiuto di proteggere e preservare [il pianeta]. Ora, in questo momento, abbiamo l’opportunità di pentirci, di voltarci risoluti, di andare nella direzione opposta. Dobbiamo perseguire la generosità e l’equità nei modi in cui viviamo, lavoriamo e usiamo il denaro, invece del guadagno egoistico”.

 


Per il bene dei bambini di oggi, “dobbiamo scegliere di mangiare, viaggiare, spendere, investire e vivere in modo diverso, pensando non solo agli interessi e ai guadagni immediati ma anche ai benefici futuri. Ci pentiamo del peccato della nostra generazione”.

Questa è stata la prima volta che i tre leader religiosi “si sentono in dovere di affrontare insieme l’urgenza della sostenibilità ambientale”.

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