Un “fiume nel cielo” si è abbattuto nell’area della British Columbia canadese, sommergendo villaggi e campi coltivati, costringendo il governo a schierare l’esercito.

Il bilancio delle vittime delle massicce inondazioni e frane che hanno devastato parti della Columbia Britannica è destinato ad aumentare, con la provincia canadese che ha dichiarato lo stato di emergenza mercoledì e il governo federale che ha promesso aiuti immediati.

 


Le autorità hanno confermato un decesso dopo che piogge torrenziali e frane di fango hanno distrutto strade e lasciato isolati diversi paesi di montagna, con altre tre persone che risultano disperse e oltre 18mila sfollati.

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“Ci aspettiamo di confermare ancora più vittime nei prossimi giorni”, ha detto il premier della British Columbia John Horgan, descrivendo la calamità come un evento che si verifica una volta ogni 500 anni.

 


“Apporteremo restrizioni ai viaggi e garantiremo che il trasporto di beni essenziali e i servizi medici e di emergenza siano in grado di raggiungere le comunità che ne hanno bisogno”, ha detto Horgan in una conferenza stampa, esortando le persone a non accumulare scorte.

 


I “fiumi nel cielo” sono fenomeni meteorologici che trasportano fino a 15 volte il volume del fiume Mississippi, secondo l’Osservatorio della Terra della NASA, con quello che ha colpito la Columbia Britannica che ha scaricato un mese di pioggia in due giorni.

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Appaiono come una scia di nuvole sottili che possono estendersi fino a centinaia di chilometri e portare la pioggia o la neve tanto necessarie al nord-ovest del Pacifico, al Cile, all’Europa occidentale e al Sudafrica.

 


I più grandi di questi fiumi atmosferici possono causate inondazioni estreme, secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration.

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Gli scienziati affermano che le temperature più calde dell’aria e dell’acqua dovute ai cambiamenti climatici possono portare a una maggiore evaporazione che le tempeste possono assorbire e scaricare, con il rischio che i fiumi atmosferici diventino il 25% più lunghi e il 25% più larghi trasportando conseguentemente molta più acqua.

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