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Clima, basta sussidi alle Fossili. Friday for Future: “PNIEC imbarazzante”

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Clima. L’emergenza climatica in atto sta assumendo dimensioni drammatiche e per salvare il Pianeta è urgente, oltre che necessario, invertire la rotta.

Ma l’Italia, se da una parte dichiara lo Stato di Emergenza Climatica, dall’altra continua ad investire sulle fonti inquinanti (responsabili dell’effetto serra), agevolandole attraverso un sistema di royalties inadeguato (canoni troppo bassi rispetto a quelli europei) e prevedendo anche la possibilità di dedurre le royalties dall’imponibile regionale (fino a un massimo del 3%).

Tra sussidi diretti e indiretti, sono 18,8 i miliardi di euro arrivati nel 2018 a tutto il settore delle fonti fossili.

Un danno non solo per l’ambiente ma anche per le Casse dello Stato.

Secondo un report di Legambiente, il pacchetto di rendite e privilegi destinati alle compagnie che trivellano mari e territori della Penisola, si traducono in 474 milioni di euro di mancate entrate per lo Stato, Regioni e Comuni.

Scarica qui il Dossier Stop Sussidi Fossili Dicembre 2019

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Risorse che potrebbero essere destinate alla bonifica dei territori inquinati dai siti di estrazione e di produzione da fonti fossili e allo sviluppo di un nuovo, efficiente e democratico sistema energetico basato sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, competitive e vera ricchezza del Paese, sull’efficienza energetica e su una nuova mobilità a zero emissioni.

A confermare che in Italia la cancellazione dei sussidi alle fonti fossili è ancora un’utopia è l’approvazione definitiva del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec), e lo sottolineano alla perfezioni i giovani dei Fridays for Future nel corso della loro audizione in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 15 novembre 2017, n. 183, di attuazione della direttiva (UE) 2015/2193.

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“Riteniamo assolutamente marginale il lavoro su questi atti – dice Marianna Panzarino, 25 anni, studentessa e attivista romana – se al contempo il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) contiene ancora ingenti finanziamenti al gas fossile, non riporta informazioni chiare sulla conversione energetica e prevede obiettivi imbarazzanti, come la riduzione del 37% delle emissioni entro il 2030, quando lo stesso Green New Deal Europeo – a sua volta insufficiente per rimanere entro l’aumento di 1.5°C – ne prevede il 55%”.

“Abbiate il coraggio di guardare in faccia la realtà, e di dire che qualcuno ha molta più responsabilità di altri per tutto il tempo che abbiamo buttato finora. Non anni, ma decenni! – conclude Giovanni Mori, 28 anni, ingegnere energetico e attivista bresciano – c’è un elefante nella stanza, onorevoli deputati, e sta per sedersi su tutti noi”.

 

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