“Per la prima volta tutti i Paesi del G20 riconoscono la validità scientifica di abbassare le temperature di 1,5 gradi”, così il presidente del Consiglio Draghi in conferenza stampa per la conclusione del G20. “Se la Cop26 di Glasgow fallirà, allora ci sarà un fallimento complessivo nella lotta al cambiamento climatico”, afferma il premier britannico, Boris Johnson.

Nello sforzo per limitare l’innalzamento delle temperature medie entro 1,5 gradi, “accelereremo le nostre azioni su mitigazione, adattamento e finanza, riconoscendo l’importanza fondamentale del raggiungimento di zero emissioni di gas a effetto serra a livello globale o della neutralità carbonica entro o intorno la metà e della necessità di rafforzare gli sforzi globali necessari per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi“. E’ quanto si sottolinea nella dichiarazione finale adottata dal G20 di Roma.

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“La Cop26 si potrà costruire su una base parecchio solida rispetto alla situazione che avevamo prima, l’obiettivo dell’1,5% è stato concordato da tutti, la neutralità del carbonio è stata concordata. Prima non c’era nessun tipo di accordo“. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa finale del G20.

I leader hanno assunto un impegno sostanziale per fare quello che possono fare adesso. Mettiamola così: è facile suggerire cose difficili, è molto, molto difficile eseguirle”.

Quello che ha fatto il G20 è un passo avanti in una lunga e difficile transizione. Sappiamo esattamente quale sarà l’obiettivo finale di questa transizione si sa, andiamo passo passo. Ora abbiamo prove scientifiche, dobbiamo accettarle con urgenza, questo è il passo in avanti”, ha aggiunto il premier.

“Dalla Cina mi aspettavo un atteggiamento più rigido, se è cambiato qualcosa è il linguaggio, più proiettato al futuro e non ancorato al passato. E poi la Cina ha accettato la valenza scientifica di quel grado e mezzo. Non sono impegni facili“. 

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“Auguro ogni successo alla Cop26 e al premier britannico, Boris Johnson.Credo che ci sia ancora margine per progredire. Sicuramente avremo delle novità sul fronte del contributo del settore privato al finanziamento della lotta al cambiamento climatico. Sono numeri stratosferici: si parla di 140 trilioni di dollari e sono numeri che chiedono una risposta dei governi in termini di politiche per incentivare la transizione“, ha detto Draghi.

Il settore pubblico ha dimostrato un’altra capacità: utilizzare meccanismi mai usati per il clima, ma sfruttati per la crisi del debito o stabilizzare le economie dei Paesi emergenti durante le crisi, e molti di questi strumenti oggi sono stati dirottati verso il clima. Il settore privato può fare la stessa cosa moltiplicata per un fattore molto grande purché’ le politiche di carbon pricing, le politiche di trasferimento tecnologico, si allineino effettivamente con questi obiettivi. A quel punto la massa di risorse che si può mobilizzare è gigantesca“, ha detto Draghi.

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Nel negoziato sulla lotta al riscaldamento globale “sono stati fatti ragionevoli progressi” al G20 ma “resta ancora molto da fare“. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico, Boris Johnson, in conferenza stampa al termine del summit.

“Se la Cop26 di Glasgow fallirà, allora ci sarà un fallimento complessivo nella lotta al cambiamento climatico. Non ci sono scuse che tengono per il nostro procrastinare”, ha sottolineato Johnson evidenziando: “Stiamo già vedendo le devastazioni che il cambiamento climatico sta causando, dalle ondate di caldo e la siccità agli incendi ed agli uragani“.

Secondo Johnson, bisogna agire ora per dimezzare le emissioni di carbone entro il 2030 e per mantenere l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura entro gli 1,5 gradi Celsius. Il premier britannico ha poi elogiato la leadership del presidente del Consiglio Mario Draghi ringraziandolo per il “lavoro superbo” nell’organizzazione del summit del G20 a Roma e per aver mantenuto alta la concentrazione di tutti su questo obiettivo. “Abbiamo fatto ragionevoli progressi“, ha detto Johnson secondo cui si tratta di una base ragionevole su cui lavorare a Glasgow: “Ma ci aspettano giorni molto difficili”, ha concluso.

 

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