Clima, Shell perde la causa e dovrà ridurre le proprie emissioni di gas serra. Esultano gli ambientalisti, a cominciare da Greenpeace: “Una vittoria storica”. Lo ha stabilito un tribunale olandese.

Il gigante petrolifero Shell dovrà tagliare le emissioni di gas serra. Lo ha stabilito un tribunale olandese: la produzione di CO2 dovrà essere ridotta del 45% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019. La causa era partita dalla denuncia, due anni fa, degli attivisti olandesi di Friends of Earth, sostenuti da altri sei gruppi ambientalisti e da oltre 17mila cittadini. Ai giudici, gli attivisti per il clima avevano chiesto di obbligare Shell a ridurre le emissioni e raggiungere gli obiettivi previsti dall’Accordo di Parigi.

Nel febbraio scorso, Shell aveva dichiarato di voler ridurre le emissioni, rispetto alla previsione del 2016, del 20% entro il 2030, del 45% entro il 2035 e del 100% entro il 2050. In precedenza, la multinazionale petrolifera anglo-olandese aveva dichiarato l’obiettivo del 30% entro il 2035 e il 65% entro il 2050, sostenendo anche che il raggiungimento degli obiettivi di Parigi fosse responsabilità dei governi e non delle aziende.

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La sentenza del tribunale olandese ha ovviamente soddisfatto gli ambientalisti, a cominciare da quelli di Friends of the Earth Netherlands (Milieudefensie) che per primi hanno deciso di portare il caso in tribunale. Insieme a loro c’erano associazioni come Greenpeace Netherlands, ActionAid, Both Ends, Fossielvrij NL, Jongeren Milieu Actief e Waddenvereniging.

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Andy Palmen, direttore di Greenpeace Olanda, ha spiegato: “Questa è una vittoria storica per il clima e per tutti coloro che affrontano le conseguenze della crisi climatica. Quello di oggi è un chiaro segnale all’industria dei combustibili fossili: carbone, petrolio e gas devono rimanere dove sono, cittadine e cittadini di tutto il mondo chiedono giustizia sul clima. La Corte ha confermato che l’industria dei combustibili fossili non può continuare a emettere gas serra contribuendo ad aggravare l’emergenza climatica“.

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