Territorio

Clima, Sardegna a rischio desertificazione. Più 3 gradi nel 2018

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Clima. “La Sardegna è tra le regioni a rischio desertificazione, per questo è necessaria una sfida infrastrutturale”.

È l’allarme lanciato dal Direttore Nazionale dell’Anbi (Associazione nazionale dei consorzi di bonifica), Massimo Gargano, durante il convegno ‘Cambiamenti climatici e agricoltura resiliente’, promosso da Coldiretti Oristano ad Arborea (Oristano), comune che solo nel 2018 ha dichiarato ben tre stati di calamità.

“La temperatura media sta aumentando – ha illustrato il docente ordinario di Agronomia e coltivazione erbacee all’Università di Sassari, Pier Paolo Roggero – l’anno scorso di 3 gradi in più rispetto alla media degli ultimi 40 anni, cosi come aumenta la presenza di alcuni gas, in particolare dell’anidride carbonica che cresce in modo inedito: oggi abbiamo un dato mai visto prima”.

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Si tratta di dati  particolarmente allarmanti.

Roggero spiega poi come “di tutta l’acqua che cade raccogliamo solo l’11%” e questo rende necessario pensare “ad un consumo del suolo intelligente”.

“In questa regione – afferma – assistiamo ad uno spopolamento e abbandono delle zone interne, con un conseguente spostamento e pressione nelle coste”.

Ma i cambiamenti climatici stanno apportando modifiche sostanziali anche alle produzioni agricole.

“Oggi in media – è la sintesi di Roggero – il 25% delle annate è buono per la produzione di fieno, il 50% è in media e l’altro 25% rientra fra quelle cattive”.

Una media che non fa ben sperare.

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La prospettiva futura infatti, vede le annate cattive superare il 50%.

“Il nuovo clima cambia l’agricoltura – ha spiegato il professore – le quantità, le perdite, le spese. In generale ci sono maggiori costi o minori ricavi. Comunque ogni settore e ogni territorio avrà effetti diversi. Oggi sono pochissime le aziende che ancora non hanno fatto nulla per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Ma occorre farlo in modo strategico e sinergico, mettendo insieme le competenze scientifiche, con le esperienze delle aziende e programmare insieme alla politica”.

“Abbiamo la grande occasione con il nuovo programma di sviluppo rurale – ha aggiunto il Direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba – ma serve programmare, avere un orizzonte su cui indirizzare la politica agricola e di conseguenza anche i fondi comunitari“.

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Per Alfonso Orefice, consulente Coldiretti Sardegna per il Piano di Sviluppo Rurale, “i fondi ci sono ma purtroppo mancano i dati e l’elaborazione politica, che va programmata per tempo, per arrivare preparati, pena la presentazione frettolosa e disorganica di programmi attinti da esperienze pregresse e quindi non adeguate alle nuove sfide”.

È necessario – ha detto Giovanni Murru, Presidente di Coldiretti Oristano – “ragionare a lungo termine e utilizzare i fondi del Psr oculatamente e intelligentemente, infrastrutturando il territorio e garantendo la crescita dell’agricoltura”.

“I cambiamenti climatici – ha assicurato l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Lampis – sono nella nostra agenda politica, dove al centro c’e’ l’uomo custode del territorio con l’agricoltore artefice protagonista“.

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