Clima

Clima, una ricercatrice sta utilizzando i droni per mappare lo scioglimento dei ghiacciai

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Rosie Bisset dell’Università di Edimburgo sta utilizzando i droni per studiare i l’impatto dei cambiamenti climatici sui ghiacciai delle Ande, che hanno già perso il 30% della propria massa.

Rosie Bisset, ricercatrice dell’Università di Edimburgo, ha utilizzato i droni con vista a volo d’uccello per catturare le immagini di alcuni dei più alti ghiacciai del Sudamerica. La ricercatrice sta portando avanti un progetto per mappare i ghiacciai delle Ande che, nonostante la loro altitudine elevata, stanno soffrendo il riscaldamento globale. In particolare i ghiacciai del Perù hanno perso circa il 30% della loro grandezza negli ultimi venti anni.

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Peter Nienow, professore di geologia all’Università di Edimburgo, sostiene che il loro scioglimento possa avere un impatto devastante sugli abitanti del posto: “I ghiacciai delle Ande in Perù rappresentano circa il 70% dei ghiacciai delle aree tropicali del mondo e si stanno sciogliendo. Il loro impatto sarà devastante per le comunità del posto perché i ghiacciai sono una fonte d’acqua per l’agricoltura, per l’industria e per l’energia idroelettrica”. Rosie Bisset era a conoscenza del loro scioglimento già prima dell’inizio delle sue ricerche, avendo fatto in passato escursioni sulle Ande. Tuttavia, questa volta ha deciso di studiare l’esatta dimensione dello scioglimento. L’altitudine di 4,600 metri è stato il primo ostacolo: “A questa altitudine l’aria è veramente molto sottile il che rende difficile operare per molti droni. Quindi abbiamo deciso di collaborare con Skytech Aerial, una compagnia locale, che ci ha aiutato a costruire un drone adatto a muoversi ad altitudini elevate ma dotato dei sensori necessari”.

David Redpath, proprietario di Skytech Aerial ha modificato due droni commerciali ed insegnato a Rosie ad utilizzarli in un paio di settimane. “Siamo stati in grado di unire le idee e personificare i droni. Quello di cui Rosie aveva bisogno era un drone dotato di una camera termale coperta ma in grado di catturare le immagini termiche del ghiacciaio”. Rosie e il suo assistente Callum Reay hanno quindi scalato due ghiacciai portando con se i loro droni e passato notti in grotte a temperature sotto lo zero per catturare immagini con gli infrarossi. Tornati ad Edimburgo sono riusciti a costruire un modello 3D del ghiacciaio Llaca:Abbiamo messo a confronto i modelli 3D con le immagini raccolte nel corso degli anni per stabilire la struttura del ghiacciaio e dei suoi cambiamenti. Utilizzando le immagini termiche siamo riusciti a creare una mappa delle temperature sulla superficie del ghiacciaio, in grado di fornirci informazioni sulle proprietà della superficie e come questa influenzi il tasso di scioglimento dei ghiacciai”.

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Rosie ha lavorato con la Airborne Geosciences Facility dell’Università di Edimburgo, dotata di una flotta di veicoli utilizzabili per la ricerca in Scozia e all’estero. I veicoli sono guidati dal pilota Thomas Wade, che sostiene che questi “occhi nel cielo” offrano vantaggi maggiori rispetto ai satelliti: “Stiamo parlando di immagini ad alta risoluzione, a volte anche millimetrica. Non si possono ottenere con i satelliti”.

Il dottor Andrew Gray che lavora ad Edimburgo al National National Centre for Earth Observation, ha fornito l’equipaggiamento che ha permesso ai ricercatori di ottenere i dati: “Abbiamo differenti tipi di sensori e camere multi spettrali. Sono come la classiche telecamere ma possono vedere dentro gli spettri elettromagnetici. Sono molto precise e ben calibrate. Inoltre sono dotate di un gran numero di applicazione differenti per poter riconoscere i tipi di vegetazione, la biodiversità, lo studio della biomassa e i differenti ecosistemi. Ad esempio sono in grado di mappare le foreste ma anche le singole piante”.

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Rosie Bisset è intenzionata ad includere le sue scoperte nella sua tesi di dottorato. La sua ricerca è stata finanziata principalmente dal Natural Environmental Research Council, con il supporto della Scottish Alliance for Geoscience, Environment and Society, e dalla Peruvian Council for Science, Technology and Technological Innovation. Il progetto, chiamato CASCADA, viene portato avanti grazie ad una partnership tra gli esperti peruviani e britannici e ha l’obiettivo di trovare una soluzione all’impatto che sta avendo lo scioglimento dei ghiacciai sui fiumi del Perù.

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