Clima, la promessa di Bezos: “Amazon a emissioni zero entro il 2040”

Il boss di Amazon ha promesso che il gigante dell’ e-commerce raggiungerà le emissioni zero entro il 2040, anticipando di 10 anni gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

Zero emissioni di carbonio entro il 2040: 100% di energia rinnovabile entro il 2030; 100.000 veicoli elettrici già ordinati, da mettere sulle
strade per fare le consegne entro il 2030; e 100 milioni di dollari investiti nella riforestazione.

Queste sono le principali misure concrete annunciate ieri da Jeff Bezos, lanciando l’ambiziosa sfida per Amazon di centrare con dieci anni di anticipo gli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

 

Bezos ha smentito di aver scelto Washington come luogo per incontrare i giornalisti per provocare il presidente Trump, alla vigilia del vertice
organizzato dall’Onu per accelerare la lotta contro il riscaldamento globale.

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Il boss di Amazon ha cominciato dipingendo una situazione d’emergenza: «Gli scienziati sono sorpresi, perché le previsioni che avevano fatto solo cinque anni fa sono sbagliate. I ghiacci dell’Antartico si stanno sciogliendo ad una velocità superiore del 70% rispetto a quella
preventivata, e gli oceani si innalzano con una rapidità superiore del 40%. In Alaska, questo è stato l’anno più caldo nella storia della città di Anchorage».

Tutto ciò ha spinto Bezos a cofondare «The Climate Plegde», allo scopo di spingere la sua azienda e le altre ad accelerare le iniziative necessarie a salvare la Terra.

«E’ il più bel pianeta del sistema solare, e anche l’unico abitabile. Dobbiamo conservalo per le generazioni future. Abbiamo smesso di stare nel gregge su questo tema: abbiamo deciso di utilizzare le nostre dimensioni e scala per fare la differenza»

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Jeff ha promesso che Amazon produrrà zero emissioni di gas nocivi entro il 2040, lavorando su cinque aspetti delle sue operazioni: trasporti, pacchi, elettricità, devices, e altre attività. Ha già ordinato la costruzione di 100.000 furgoni elettrici alla compagnia Rivian del Michigan, su cui ha investito 440 milioni di dollari.I  primi veicoli inizieranno a fare le consegne l’anno prossimo, e l’intera flotta sarà su strada entro il 2030, risparmiando 4 milioni di tonnellate di carbonio all’anno.

Amazon già produce il 40% dell’energia che usa con le fonti rinnovabili, attraverso i 15 progetti eolici e solari avviati, e i 50 tetti fotovoltaici installati sui centri di distribuzione, inclusi quelli italiani di Passo Corese, Vercelli e Torrazza. L’obiettivo è salire all’80% entro il 2024 e al
100% entro il 2030.

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Il presidente Trump ha giustificato l’uscita dall’accordo di Parigi dicendo che non si può proteggere l’ambiente a scapito della crescita economica, ma Bezos pensa che il suo esempio possa dimostrare la compatibilità dei due obiettivi:

«Se un’azienda con una infrastruttura fisica come quella di Amazon, che consegna più di 10 miliardi di prodotti all’anno, può raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi 10 anni in anticipo, allora qualsiasi azienda può farlo. Parlando con altri ceo di compagnie globali sto riscontrando un forte interesse nell’unirsi a questo impegno».

E il capo della Casa Bianca non potrà impedire loro di agire, come sta cercando di fare con la California, togliendole il diritto di stabilire i
proprio limiti per le emissioni. Bezos ammette che sta drammatizzando la crisi, ma non se ne pente: «Per risolvere questo problema serve la passione. E serve anche la paura, che ci spingerà all’auto prevenzione dell’emergenza».

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