Nel gennaio 2019 le temperature a Punta Tombo, sulla costa meridionale dell’Argentina, arrivarono a 44° C all’ombra uccidendo almeno 354 pinguini. La correlazione tra lo sterminio di massa di pinguini e l’ondata di calore l’hanno dimostrata in questi giorni gli scienziati dell’Università di Seattle

Quando il 19 gennaio del 2019 il termometro a Punta Tombo, nel sud dell’Argentina, toccò i 44 gradi Centigradi all’ambra, nonostante la temperatura media in quel mese (estivo per l’emisfero meridionale) si aggiri intorno ai 22 gradi centigradi, pochi ebbero dubbi sul fatto che la morte di diverse centinaia di pinguini della locale colonia negli stessi giorni era direttamente collegata al caldo anomalo.

Oggi, a distanza di tre anni, è arrivata la conferma. Uno studio dell’Università di Washington con sede a Seattle, negli Stati Uniti d’America, ha dimostrato la correlazione tra i due eventi.

Masterchef choc, in Ecuador ricette a base di animali protetti

“Il caldo estremo del 19 gennaio ha colpito in modo diverso adulti e pulcini. Quasi tre quarti dei pinguini morti – 264 – erano adulti, molti dei quali, in base alle analisi post mortem condotte dai ricercatori UW, probabilmente sono morti di disidratazione“, ha spiegato la team leader del progetto di ricerca Katie Holt.

Molti dei cadaveri dei pinguini adulti sono stati trovati nel sentiero che solitamente percorrono gli abitanti della colonia di Punta Tombo per andarsi ad abbeverare. Un percorso che può durare fino a quasi un’ora. Probabilmente i pinguini, già disidratati, non hanno retto la fatica sotto un sole insolitamente cocente. 

Tra i pinguini morti, però, c’erano anche dei pulcini. “Sulla base delle analisi post mortem – ha spiegato la dottoressa Holt – i pulcini morti tendevano ad essere ben nutriti e non mostravano segni di disidratazione. Potrebbero dunque essere morti perché, con la pancia piena e i corpi piccoli, non potevano regolare correttamente la loro temperatura corporea nel caldo estremo”.

I pesci rossi potrebbero guidare un’auto, lo rivela uno studio

Articolo precedenteNel 2021 Pechino ha avuto una qualità dell’aria accettabile. È la prima volta
Articolo successivoPfas, l’allarme: “Alti livelli negli spray e nelle stoffe anti-fog”