La temperatura media globale del Pianeta viaggia verso un aumento di 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. Ed è molto probabile che si tocchi questo picco nei prossimi 5 anni.

In un mini-rapporto sul clima messo a punto dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), l’Agenzia delle Nazioni Unite spiega che almeno un anno tra il 2021 e il 2025 ha “una probabilità del 90% di diventare il più caldo in assoluto mai registrato”. Secondo il segretario generale Wmo Petteri Taalasci stiamo avvicinando inesorabilmente all’obiettivo inferiore dell’accordo di Parigi. È l’ennesimo campanello d’allarme“.

Clima, Mercalli: “Tra 10 anni non potremo più intervenire sulle emissioni. Il nucleare non è energia verde”

Almeno un anno tra il 2021-2025 ha una probabilità del 90% di diventare il più caldo in assoluto, il che scalzerebbe il 2016 dalla prima posizione, secondo il Met Office del Regno Unito, principale centro Wmo per tali previsioni. Nel 2020, uno dei tre anni più caldi di sempre, la temperatura media globale è stata di +1,2 °C sopra la soglia del periodo pre-industriale. Si è anche evidenziata l’accelerazione degli indicatori del cambiamento climatico come l’aumento del livello del mare, lo scioglimento dei ghiacci marini e eventi metereologici estremi, così come il peggioramento degli impatti sullo sviluppo socio-economico. “Queste sono più che semplici statistiche – dichiara Petteri Taalas, segretario generale Wmo – L’aumento delle temperature significa più ghiaccio che si fonde, livello del mare più alto, più ondate di calore e altri fenomeni meteorologici estremi, e maggiori impatti sulla sicurezza alimentare, la salute, l’ambiente e lo sviluppo sostenibile. Questo studio mostra con un alto livello di competenza scientifica che il mondo si sta avvicinando in modo evidente a mancare l’obiettivo cui aspirava l’accordo di Parigi sul cambiamento climatico. È un altro campanello d’allarme che il mondo ha bisogno di accelerare gli impegni per ridurre le emissioni di gas serra e raggiungere la carbon neutrality“. 

Clima, una carbon tax per proteggere l’ambiente e i paesi più poveri

Limitare il riscaldamento globale a 1,5°C è di fondamentale importanza per prevenire gli impatti negativi della crisi climatica su persone e natura – afferma Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italiama sappiamo che senza un’azione globale rischiamo di raggiungere questa soglia già nei prossimi anni. Con così tanto in gioco, tutti i governi e gli Stati devono fare la propria parte, collaborare per intraprendere azioni urgenti che riducano davvero ed esponenzialmente le emissioni di gas serra. Bisogna anche intensificare le azioni di ripristino della natura, essenziali per tenere sotto controllo l’aumento della temperatura globale. L’Italia avrà un ruolo molto importante, quest’anno, nella Pre-COP e nell’evento Giovani di fine settembre e inizio ottobre, ma soprattutto nel G20 che vedrà il summit dei leader finire il giorno prima dell’inizio della COP26 a Glasgow. Ci giochiamo la leadership e la credibilità internazionale, è vero, ma soprattutto abbiamo un’occasione storica per contribuire all’obiettivo più importante in assoluto, salvare il Pianeta come lo conosciamo“.

Articolo precedenteStand With Us, dall’Italia agli Stati Uniti il maxi murales mangia-smog contro il razzismo
Articolo successivoLa Juve saluta Andrea Pirlo “Grazie di tutto”