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Clima, Oms: “Porremmo fine al Covid19 ma non esiste vaccino per la crisi climatica”

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“Porremo fine alla pandemia COVID19, ma non esiste un vaccino per la crisi climatica”. Lo ha scritto su twitter il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus commentando il rapporto Onu sul Clima. 

“Porremo fine alla pandemia di Covid, ma non esiste un vaccino per la crisi climatica”. E’ il duro monito lanciato da Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

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Il pensiero del Dg va ad alcuni degli effetti di questa crisi, oggi alla ribalta delle cronache in diversi Paesi del mondo. “Nelle ultime settimane incendi devastanti hanno avuto un impatto sulla vita di molte persone – sono le parole del suo messaggio lanciato via Twitter – Se continuiamo” come si è fatto finora, “‘business as usual’, i rischi posti dal cambiamento climatico potrebbero sovrastare e far sembrare piccoli quelli di ogni singola malattia“, avverte il direttore generale di Oms. 

Come si legge nel nuovo rapporto sul clima dell’ONU Ipcc, la pandemia da Covid-19 ha permesso di condurre un esperimento altrimenti impensabile: la riduzione in tempi brevissimi delle emissioni di inquinanti atmosferici e gas serra dovuta ai lockdown estesi praticamente in tutto il mondo. Mentre la riduzione delle emissioni inquinanti ha portato a un seppur temporaneo miglioramento della qualità dell’aria a livello globale, la riduzione del 7% delle emissioni globali di CO2, una riduzione enorme mai sperimentata nei decenni passati, non ha prodotto alcun effetto sulla concentrazione di CO2 in atmosfera e, conseguentemente, nessun apprezzabile effetto sulla temperatura del pianeta.

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Questo perché, mentre la riduzione delle emissioni dei principali inquinanti, che permangono in atmosfera per alcuni giorni o, al massimo, per alcuni mesi, ha un rapido effetto sulla loro concentrazione con un considerevole beneficio sulla salute umana e sull’ambiente in generale, al contrario, per contrastare il riscaldamento climatico sono necessarie riduzioni della concentrazione di CO2, che permane in atmosfera per centinaia di anni, e degli altri gas serra che siano sostenute nel tempo e di grossa entità fino alla completa decarbonizzazione. Lo rilevano i dati del sesto Rapporto dell’Ipcc (AR6) riassunti e forniti da Cnr-Isac. Questi dati rappresentano ”una conferma che per contrastare il riscaldamento del clima sono necessarie riduzioni della concentrazione di CO2 e altri gas serra di grossa entità e sostenute nel tempo fino a una totale decarbonizzazione”, sottolinea Sandro Fuzzi, ricercatore dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche, tra gli autori del sesto Rapporto Ipcc.

 

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