Clima, i nati nel 2020 sono destinati ad essere esposti sette volte più dei loro nonni a fenomeni estremi come siccità e inondazioni.

Clima, i nati nel 2020 sono destinati ad essere esposti sette volte più dei loro nonni (nati nel 1960) a fenomeni estremi come incendi, siccità e inondazioni. Si tratta, tra l’altro, di una media, con picchi drammatici nelle zone più vulnerabili del mondo: in Afghanistan, ad esempio, il dato raggiunge un rapporto pari a 18 volte in più. È quanto emerge dall’ultimo rapporto ‘Nati in crisi climatica’, diffuso dalla ong Save the Children alla vigilia della pre-Cop26 di Milano.

 

Il rapporto è stato realizzato da un team internazionale di ricercatori sul clima, guidati dalla Vrije Universiteit di Bruxelles (VUB). I neonati di oggi saranno anche colpiti 2,6 volte in più dalla siccità, 2,8 volte in più dalle inondazioni dei fiumi, quasi 3 volte in più dalla perdita dei raccolti agricoli (con punte di 10 volte in più come in Mali), e dal doppio degli incendi devastanti.

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Il rapporto evidenzia anche le disuguaglianze causate dai cambiamenti climatici: anche se l’86% delle emissioni globali di CO2 è responsabilità dei paesi più ricchi, i bambini che vivono in quelli a basso e medio reddito e nelle comunità più svantaggiate saranno colpiti prima e più pesantemente, perché sono già i più esposti alle malattie trasmesse dall’acqua, alla fame e alla malnutrizione, e vivono in alcuni casi in abitazioni precarie o più fragili e vulnerabili in caso di inondazioni, cicloni e altri eventi climatici estremi.

 

Ci sono poi altri effetti meno diretti ma per questo da non sottovalutare. Per i bambini più vulnerabili gli impatti del cambiamento climatico possono interrompere l’accesso all’assistenza sanitaria e all’istruzione, come nel caso delle bambine penalizzate dalle disuguaglianze di genere, delle popolazioni sfollate o rifugiate, dei bambini disabili e delle popolazioni indigene. In Pakistan, ad esempio, dopo le inondazioni del 2010 aggravate dal cambiamento climatico, il 24% delle bambine al sesto anno di studi ha abbandonato la scuola rispetto al 6% dei bambini. I bambini dell’Africa subsahariana dovranno affrontare 2,6 volte più perdite nei raccolti rispetto ai loro coetanei, e i bambini del Medio Oriente e del Nord Africa fino a 4,4 volte di più.

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