AttualitàClima

Clima, una missione per scoprire perché il ghiacciaio Thwaites si sta sciogliendo così rapidamente

Condividi

E’ iniziata una missione per comprendere le ragioni per cui il ghiacciaio Thwaites nell’Antartico si sta sciogliendo più rapidamente del previsto. Uno scioglimento completo del ghiacciaio comporterebbe un innalzamento delle acque di oltre due metri.

Un team di ricerca internazionale ha raggiunto il ghiacciaio Thwaites nell’Antartico e si sta preparando a trivellare per quasi mezzo km nel ghiaccio. Il buco di seicento metri permetterà ai ricercatori di inserire un sottomarino robotico che esplorerà la cortina di ghiaccio per comprendere la ragione per cui si sta sciogliendo così rapidamente.

Clima, lo scioglimento dell’Antartico sta per diventare irreversibile

Il ghiacciaio Thwaites ha perso 540 miliardi di tonnellate dagli anni Ottanta ma gli ultimi dati hanno mostrato che la velocità con cui il ghiaccio si sta sciogliendo è aumentata. “Sono molti i ghiacciai che si stanno comportando in questo modo ma questo è quello che ci spaventa di più” ha spiegato David Vaughan, direttore di scienze al British Antarctic Survey, che ha preso parte alla spedizione. Il ghiacciaio è uno dei posti più remoti e inospitali del pianeta. Ci sono volute settimane per portare i ricercatori e il loro equipaggiamento nel sito di trivellaggio, distante 1,500 km dalla base di ricerca della British Antarctic Survey e dalla stazione American McMurbo. In condizioni estreme, dove le temperature arrivano a -20°C, i ricercatori avranno a disposizione solo pochi giorni per trivellare, dispiegare il sottomarino e ritirarlo prima che il buco nel ghiaccio si richiuda “lo scopo è agire più in fretta possibile, dovremo fare tutto in massimo quattro giorni”.

La spedizione verso il ghiacciaio è diventata urgente nel momento in cui la NASA, utilizzando dei radar, ha scoperto una cavità all’interno del ghiacciaio grande quanto Manhattan e profonda trecento metri, nata dallo scioglimento di tredici miliardi di tonnellate negli ultimi tre anni. La cavità permette all’acqua di entrare e sciogliere il ghiaccio all’interno. Ad inizio settimana gli scienziati hanno trascinato le slitte equipaggiate con i radar per mappare la cortina vicino al punto critico in cui il ghiaccio lascia la terra si estende sopra il mare. La mappatura consentirà agli scienziati di trovare il punto il cui scavare il buco.

 


Groenlandia, il ghiaccio si sta sciogliendo più velocemente del previsto

Una volta trovato il punto, gli scienziati useranno una trivella ad acqua calda per fare un buco di 30 cm sotto la cortina di ghiaccio. L’equipaggiamento è in grado di scavare 1.5 metri al minuto, per tanto ci vorranno sei ore per raggiungere la profondità richiesta. Il team di ricerca si alternerà per scavare il buco, impiegare il sottomarino e monitorare la situazione “nessuno è mai stato in grado di trivellare così vicino a dove il ghiaccio inizia a galleggiare, è questo il punto.

Se tutto dovesse andare come previsto, scaveranno il buco fin quando non avrà raggiunto i 50 cm di larghezza per introdurre il sottomarino che servirà a scattare immagini in tempo reale per poter navigare fin dove il ghiaccio inizia a sciogliersi. Il mezzo è lungo 3.5 metri e contiene telecamere ad alta definizione, sonar e strumenti per monitorare il flusso delle acque, la salinità, l’ossigeno e le temperature. Questi dati verranno inviati ad un computer che servirà ad analizzare il destino del ghiacciaio e l’innalzamento delle acque che potrebbe comportare.

 


Il ghiacciaio Thwaites è già responsabile per l’innalzamento del 4% delle acque in tutto il mondo. Lo scioglimento del ghiacciaio comporterebbe un innalzamento delle acque di ulteriori 61 cm ma dal momento che il ghiacciaio ne trattiene altri più piccoli, uno scioglimento totale porterebbe l’aumento delle acque ad oltre due metri di altezza.

 

Clima, riduzione ghiaccio artico favorisce diffusione virus letale PDV

“Se il ghiacciaio si scioglierà, vedremo un aumento del livello delle acque su tutte le coste. Non stiamo dicendo che accadrà nei prossimi cento anni ma sicuramente inizierà in quel periodo. Vedremo il flusso del ghiaccio e come questo viene colpito dai cambiamenti delle maree. Tutte queste cose servono a comprendere la sensibilità del sistema alle piccole perturbazioni, che in futuro potrebbero diventare più grandi a causa dello scioglimento dei ghiacci. Tutto questo è per l’aumento del livello dei mari. È per questo che siamo qui”.

 

(Visited 68 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago