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Clima, Draghi e Papa Francesco incontrano John Kerry e Alberto Fernández

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Il clima al centro dell’agenda politica in Italia e non solo. Mario Draghi e Papa Francesco, infatti, incontrano il presidente argentino Alberto Fernández e l’inviato speciale degli Stati Uniti John Kerry.

Alberto Fernández, presidente dell’Argentina, e John Kerry, inviato speciale per il clima degli Stati Uniti, sono attesi in queste ore da diversi incontri politico-istituzionali in Italia. Si parlerà di diversi temi di natura politica ed economica, ma al centro dei vertici ci sarà anche l’emergenza climatica.

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Nella giornata di ieri, accompagnato dalla propria delegazione, il presidente argentino è arrivato a Fiumicino per l’ultima tappa di incontri con i principali leader europei. Tra i temi di discussione ci saranno il debito dell’Argentina nei confronti del Fondo monetario internazionale e la conferma dell’impegno di Buenos Aires nella lotta al cambiamento climatico. Alberto Fernández questa mattina è stato ricevuto da Papa Francesco in un’udienza privata, poi incontrerà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e infine il presidente del Consiglio, Mario Draghi.

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Ancora più significativa è la visita di John Kerry in Italia. L’ex segretario di Stato durante il secondo mandato di Barack Obama, ed ora nominato inviato speciale per il clima da Joe Biden, è atteso per oggi a Roma. In programma oggi ci sono incontri con Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, e Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico. Previsto invece per domani il vertice con Mario Draghi, con la partecipazione agli Stati generali della natalità in programma all’Auditorium Parco della Musica, dove sarà presente anche Papa Francesco.

John Kerry è stato protagonista, nei giorni scorsi, di una serie di videoconferenze con i sindaci delle principali città al mondo. L’inviato speciale per il clima degli Stati Uniti ha lanciato un monito: “La questione ambientale è universale e ci richiama al nostro dovere. Sembra paradossale, ma la trasformazione dell’ambiente può partire solo dalle città, sono i grandi centri ad avere la maggiore responsabilità. Senza l’apporto delle metropoli, la questione ambientale sarà una battaglia persa”.

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