Clima, il monito di Luca Mercalli dopo il mancato accordo tra i leader Ue sulle emissioni: “Tra 10 anni non potremo più intervenire”. E sul nucleare: “Non è energia verde, ma un vicolo cieco”.

Il mancato accordo tra i leader dell’Unione Europea sui target nazionali della riduzione delle emissioni ha deluso tutti gli ambientalisti. E Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, non nasconde la propria amarezza. “Purtroppo continuiamo a non prendere sul serio la questione ambientale e climatica. Adesso si può fare ancora qualcosa, abbiamo una decina di anni di tempo, ma bisogna fare in fretta e in maniera drastica”, il monito lanciato dal climatologo.

Non c’è l’accordo tra i leader Ue su target nazionali di emissioni

“C’è sempre una scusa per rimandare o minimizzare la questione climatica, ma tra pochi anni non potremo più fare azioni correttive sulla traiettoria dello scenario climatico peggiore” – spiega Luca Mercalli all’AdnKronos – “Adesso si può ancora mettere in campo una cura, ma da quello che vedo nessuno vuole farla. Tra 10 anni ci ritroveremo allo stesso punto, ma da malati terminali, perché non sarà più possibile intervenire”.

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Il giudizio più severo di Luca Mercalli è riservato per i paesi occidentali. “L’Accordo di Parigi sul clima crea meccanismi di equità, in modo da dare qualcosa in più a chi ha meno, come i paesi in via di sviluppo, e togliere il superfluo a chi consuma e inquina. Se vogliamo davvero salvare il clima non possiamo solo aggiungere, ma dobbiamo anche togliere” – aggiunge il climatologo – “In Europa, però, non si riesce a risolvere il problema: abbiamo paesi come la Polonia che, avendo un’economia energetica basata sul carbone, frena la transizione rinnovabile. Ognuno cerca di usare le risorse a buon prezzo che ha in casa e di farci la cresta”.

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Negli ultimi tempi sta tornando molto in voga l’utilizzo dell’energia nucleare, considerata più green. Luca Mercalli, però, non è assolutamente d’accordo: “Ha dimostrato i suoi rischi e non è un’energia verde. Ha basse emissioni di CO2, ma presenta altri rischi ambientali sulla salute, sulla biodiversità e sulla conservazione delle scorie che rischiano di annullare tutti i vantaggi della produzione in termini di emissioni. Il nucleare è un vicolo cieco, gestire un deposito di scorie per decine di migliaia di anni non è un obiettivo banale. Si guarda solo al risparmio immediato senza considerare quello che resta poi come eredità. Per non parlare del rischio di incidenti, come insegnano Chernobyl e Fukushima“.

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