Secondo una ricerca dell’American Meteorological Society, negli stati uniti occidentali nevica il 30% in meno dello scorso secolo. Una diminuzione delle precipitazioni che mette a rischio l’approvvigionamento idrico della regione

La quantità di neve totale caduta in tutto il mondo sta calando di anno in anno. Ma le conseguenze di questo calo di precipitazioni legate alla più generale crisi climatica che il nostro Pianeta sta vivendo non sono le stesse in ogni Paese.

Nonostante il clima impazzito che ha portato la neve in California in un periodo tendenzialmente non nevoso, gli Stati Uniti occidentali devono fare i conti col problema opposto.

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In uno studio pubblicato nel Bollettino dell’American Meteorological Society, alcuni ricercatori del Dartmouth College nel New Hampshire hanno dimostrato un calo del 30% delle precipitazioni nevose negli Stati Uniti occidentali nell’ultimo secolo. 

Questo dato, spiegano gli scienziati, è direttamente collegato alla siccità estiva in corso e coerente con il cambiamento climatico causato da attività umane come la combustione di combustibili fossili.

“Le perdite di neve sono enormi”, ha dichiarato Justin Mankin che ha firmato lo studio insieme ad Alexander Gottlieb. “La riduzione del 30% che abbiamo visto finora è equivalente alla perdita del più grande bacino idrico che abbiamo negli Stati Uniti, quello che si trova dietro la diga di Hoover”.

Come spiega gothamist.com, questi dati preoccupano parecchio gli Stati Uniti occidentali perché lo scioglimento della neve rappresenta circa il 70% dell’approvvigionamento idrico annuale della regione, fungendo da serbatoio che riempie fiumi e torrenti in primavera e in estate. 

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