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Clima, l’allarme dei ricercatori:”Il mondo potrebbe finire nel 2050”

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Il riscaldamento globale potrebbe portare alla fine della civiltà nel 2050  se non interveniamo con misure urgenti e drastiche. Una recente ricerca di un gruppo di studiosi australiani riporta come la situazione potrebbe essere molto più grave di quanto possiamo immaginare.

Ogni settimana un terrorizzante report fa luce  su come i cambiamenti climatici stiano causando il disfacimento della calotta artica, su come stiano facendo estinguere un milione di specie animali e causando danni irreparabili all’ecosistema e alla salute degli esseri umani.

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Una recente ricerca di un gruppo di studiosi australiani sostiene che il cambiamento climatico è “una minaccia a corto o medio termine per la civiltà umana”, e ci sono buone possibilità che la società, come la conosciamo oggi, possa estinguersi entro il 2050 se non vengono attuate azioni serie e concrete nella prossima decade.

Pubblicata dal Breakthrough National Center for Climate Restoration di Melbourne, composto da  scienziati specializzati sul clima, e confermata da autori e ricercatori esterni, la tesi centrale del documento è che gli studiosi sono troppo “limitati” nelle loro predizioni su come i cambiamenti climatici influenzeranno il pianeta nel prossimo futuro. La crisi attuale, dicono, è più grande e complessa rispetto a tutto quello con cui gli umani hanno avuto a che fare prima.

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Le proiezioni generali – come quelle proposte dall’ IPCC (United Nation Panel on Climate Change), secondo cui  aumento della temperatura di 2 gradi Celsius potrebbe mettere milioni di persone in pericolo – sbagliano nel non considerare la complessità dei processi geologici della Terra; per questo motivo non riescono a delineare una scala adeguata delle possibili conseguenze. La verità, scrivono gli autori, è probabilmente molto peggio di qualsiasi proiezione.

Come finirà il mondo? Gli autori hanno mostrato uno scenario particolarmente devastanti: le calotte oceaniche che si sciolgono, siccità brutali che distruggono la maggior parte degli alberi della Foresta Amazzonica e il pianeta che  diventa sempre più caldo e mortale.  Secondo l’ipotesi dell’autore:” A questo punto il 35% della terra e il 55% della popolazione saranno soggetti a 20 giorni l’anno di condizioni di caldo letali, oltre il limite di sopportazione umano” Intanto siccità ,inondazioni e incendi distruggono regolarmente la terra.

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La zona del Tropico sarà quella più colpita duramente da queste condizioni estreme, che distruggeranno  l’agricoltura della regione e trasformeranno più di un miliardo di persone in rifugiati. Il risultato, secondo questo documento è “la fine della civiltà umana come la conosciamo”.

Solo accettando che il cambiamento climatico è un’emergenza e mettendosi al lavoro immediatamente. Secondo l’autore del documento, la razza umana ha meno di una decade per far nascere un movimento globale al fine di trasportare l’economia mondiale verso un sistema a zero emssioni di carbonio.  “Questo obiettivo però richiede un livello di sforzo e di mobilitazione non dissimile da quello che si vide durante la Seconda Guerra Mondiale”, conclude l’autore.

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