Clima

Clima, Greta Thunberg chiede a Canada e Norvegia di rispettare i propri impegni

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Scienziati ed attivisti, tra cui Greta Thunberg, hanno scritto una lettera ai rappresentanti dei Piccoli stati insulari in via di sviluppo chiedendogli di valutare le politiche climatiche di Canada e Norvegia prima di votarli come membri non permanenti del consiglio di sicurezza dell’ONU.

Canada, Norvegia e Irlanda sono i tre paesi in lizza per i due posti disponibili al Consiglio di sicurezza dell’ONU; per essere eletti è necessario ottenere due terzi dei voti dell’Assemblea Generale della Nazioni Unite. Ma per ottenere questi voti Canada e Norvegia dovranno convincere i Piccoli stati insulari in via di sviluppo ora che Greta Thunberg, insieme ad un gruppo di altri tre giovani attivisti e ventidue scienziati, ha scritto una lettera ai loro rappresentanti alle Nazioni Unite per chiedere di valutare l’impegno sul clima di queste due nazioni.

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La lettera sostiene che sebbene Canada e Norvegia siano preoccupati della crisi climatica entrambi i paesi stiano portando avanti i progetti  legati ai combustibili fossili, alla costruzione di oleodotti e ai sussidi alle compagnie petrolifere. “Per tutte le giovani generazioni che erediteranno le conseguenze di queste decisioni è fondamentale che coloro che sostengono di essere leader nell’azione climatica vengano anche considerati per le azioni in casa propria”. Il Canada viene criticato nella lettera per essere il secondo grande finanziatore di combustibili tra i paesi del G20 mentre la Norvegia per il suo supporto alle trivellazioni nell’Artide. Gli autori sostengono che se il Canada volesse veramente onorare gli impegni presi a Parigi dovrebbe rendere permanente il divieto, attualmente temporaneo, sull’estrazione di petrolio e gas nell’Artide, dovrebbe cancellare i progetti degli oleodotti Trans Mountain e Keystone XL e porre fine a tutti i sussidi al settore dei combustibili.

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La lettera è rivolta ai Piccoli Stati Insulari in via di sviluppo, 38 dei quali fanno parte dell’ONU; questi sono i paesi a soffrire maggiormente della crisi climatica.  “I piccoli paesi in via di sviluppo comprendono più di chiunque altro la minaccia che i cambiamenti climatici rappresentano per la nostra pace e la nostra sicurezza ed hanno un forte interesse nell’assicurare che l’impegno climatico sia al centro quando si decide il candidato da supportare. Come ambasciatori di paesi che comprendono il grave rischio alla nostra sicurezza e alla vostra, chiediamo che solleviate questi temi nella vostra conversazione con i rappresentati dei paesi candidati e che questi si uniscano nell’ascoltare la scienza. Se Norvegia e Canada volessero dimostrarsi seri riguardo la propria sicurezza climatica dovrebbero prendere l’impegno di non fare più alcune esplorazione od estrazione di combustibile ed iniziare a ridurre la propria produzione domestica ad un ritmo che possa limitare l’aumento delle temperature entro 1.5°C”.

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Gail Whiteman, fondatrice di Arctic Basecamp e professoressa all’Università di Exeter, ha spiegato le ragioni della sua firma alla lettera: “I cambiamenti climatici sono un importante tema di sicurezza. Canada e Norvegia hanno mostrato delle politiche veramente forti sul clima ma poi quando si guarda ai dettagli diventa veramente problematico”.

 

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