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Clima e Green Deal Ue, von der Leyen: “Chi inquina pagherà di più”. Gentiloni: “Carbon tax graduale”

Clima e Green Deal europeo, arriva il maxi-piano Ue denominato FitFor55. Ursula von der Leyen: “Chi inquina paghi di più”. Paolo Gentiloni: “Sì a una carbon tax graduale”.

Si chiama FitFor55 ed è il nuovo maxi-piano della Commissione europea che introduce gli strumenti per la riduzione delle emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 e l’azzeramento entro il 2050. A presentarlo è stata la presidente, Ursula von der Leyen, che ha spiegato: “Stiamo gettando le basi verso un’economia pulita e decarbonizzata, gli europei vogliono una vita più sana e una crescita economica ma senza danneggiare la natura. Metterò tutto il mio peso e le mie forze affinché ciò accada, sono convinta che potremo fare questo salto in avanti con innovazione e investimenti. I trasporti e l’energia devono essere accessibili a tutti, ma il settore del trasporto stradale è l’unico in cui le emissioni sono aumentate negli ultimi anni. Dobbiamo invertire questa tendenza“.

 

La presidente della Commissione europea ha poi aggiunto: “Dobbiamo garantire un sostegno per la mobilità e per il riscaldamento per le famiglie a basso reddito e solo allora potremo avviare un nuovo sistema di scambio di quote di emissioni. Se non si ferma il riscaldamento globale, saranno i più poveri ad essere maggiormente colpiti. Dobbiamo ridurre le emissioni di CO2 non solo in Europa e il carbonio deve avere un prezzo ovunque. Chi inquina dovrà pagare di più“.

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Molto soddisfatto della presentazione del piano è David Sassoli. “Oggi accogliamo con favore l’adozione del più grande pacchetto legislativo di sempre in materia di clima, energia e trasporti. Siamo pronti a lavorare sulle proposte il prima possibile, l’Ue ha dimostrato che è possibile ridurre le emissioni e al tempo stesso crescere e creare posti di lavoro. Continuiamo su questa strada e assicuriamoci che nessuno venga lasciato indietro“, le parole del presidente del Parlamento europeo.

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Ursula von der Leyen ha anche annunciato l’introduzione di un Fondo sociale per il clima: “La trasformazione, per essere un successo, deve essere giusta. Il Fondo aiuterà a contrastare la povertà energetica e a favorire le piccole imprese e le comunità più povere e vulnerabili. Questa è la vera solidarietà dell’Ue“.

 

Paolo Gentiloni, commissario Ue per l’Economia, ha anche annunciato l’arrivo di una ‘carbon tax‘ a livello europeo. “Non si tratta di una tassa ma di una misura ambientale per influenzare positivamente i nostri comportamenti. Sarà introdotta in modo graduale, siamo pronti a trovare l’equilibrio giusto tra la nostra ambizione e la cooperazione internazionale. Questo meccanismo allineerà il prezzo del carbonio sulle importazioni con quello applicabile all’interno dell’Ue, nel pieno rispetto degli impegni al Wto. Non possiamo permettere che la nostra ambizione climatica venga minata da aziende straniere soggette a standard ambientali più bassi“.

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L’annuncio della Commissione europea, tuttavia, non accontenta tutti. Jorgo Riss, direttore di Greenpeace Ue, boccia il FitFor55: “Nonostante una serie di annunci accattivanti, non è adatto ad affrontare la crisi climatica perché si basa su obiettivi troppo bassi, non difende la scienza e non fermerà la distruzione dei sistemi di supporto vitale del nostro pianeta“. Riss, in una nota, poi aggiunge: “Molte politiche non entreranno in vigore prima di dieci anni o più, come l’eliminazione graduale delle auto inquinanti a partire dal 2035, mentre altre continueranno ad alimentare il problema, come la catalogazione della combustione di alberi come energia rinnovabile. Per limitare il riscaldamento globale la scienza chiede molto di più“.

Sulla stessa linea anche Eleonora Evi. A TeleAmbiente, l’eurodeputata dei Verdi ha spiegato: “La Commissione europea ha presentato dodici proposte legislative, molto corpose, che impegneranno il Parlamento europeo e il Consiglio per tutto il prossimo anno e oltre. Dovrebbero tradurre in misure concrete gli obiettivi del Green Deal sulla neutralità climatica, ma ci aspettavamo maggiore ambizione“. In particolare, la critica riguarda alcuni ambiti: “Sulle rinnovabili, il target al 2030 è solo del 40% e non è vincolante a livello di Stati membri, ma solo a livello europeo. Questo va contro le stesse linee della Commissione europea nell’analisi di impatto, qui c’è chiaramente lo zampino del Consiglio che invoca il principio di sussidiarietà“. Eleonora Evi promette battaglia: “Mi auguro che il Parlamento europeo sia fermo nel chiedere obiettivi vincolanti anche per i singoli Stati membri, dobbiamo migliorare la proposta della Commissione. Inoltre, ci aspettavamo uno stop ai permessi gratuiti per le aziende che emettono CO2, anche perché stiamo introducendo il meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera che tutela le imprese europee“.

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