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Clima, i giovani tornano in piazza. Cosa scrivono i giornali?

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Clima. Cortei, presidi ed eventi in circa 139 comuni italiani per il quarto global Strike dei Fridays For Future, lo sciopero per il clima che ha portato in piazza giovani e non solo, con l’obiettivo di salvare il pianeta dagli sconvoglimenti indotti dal clima che cambia.

Per la prima volta allo sciopero non ha partecipato partecipato Greta Thunberg, la giovane attivista svedese, ma i Friday For Future non erano soli in piazza, con loro c’era il movimento delle sardine nato da quattro giovani bolognesi poche settimane fa.

Il quarto sciopero per il clima si è tenuto in occasione del Black Friday che i giovani hanno visto come un evento consumistico.

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Questa volta infatti lo slogan era “Block Friday” e alla lista dei cattivi che i ragazzi nei loro cartelli ci sono anche Amazon e le grandi catene del commercio, visti come simbolo del consumismo e della sovrapproduzione che inquina.

Come scrive Repubblica “una sede del gruppo nel padovano è stata imbrattata con vernica. A Torino la via dei negozi è stata “chiusa” con un nastro rosso. A Milano i Fridays hanno simbolicamente riconsegnato pacchi al temporary shop di Amazon in San Babila”.

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“La fantasia dei cartelli – si legge su Il Fatto Quotidiano –  molti riciclati dalle altre manifestazioni (d’altronde niente sprechi), è sempre la stessa: ‘se continua così il Natale lo famo a Ostia’, recita uno slogan romano. Molti e suggestivi i flash mob: a Milano – 20.000 persone – l’uomo vitruviano di da Vinci viene simbolicamente arrostito; a Roma – 30.000 persone – un gruppo di Fridays vestiti con tute bianche insanguinate protestano contro l’accordo con il Mercosur (Mercato comune del Sudamerica), a Pisa sei classi di bambini simulano una terra che si trasforma da verde in fuoco”.

Anche il Manifesto riprende la parte di protesta contro Amazon: “è diventato il simbolo negativo di una corsa senza senso all’iperconsumo, senza rispettare i diritti fiscali, sociali e ambientali. La denuncia viene da ‘il mondo secondo Amazon’, un rapporto di Attac, pubblicato all’inizio della settimana. La società di Bezos è accusata di essere responsabile di uno spreco enorme di risorse e di terre; di mettere i dipendenti sotto sorveglianza e di distruggere gli inveduti (3 milioni di prodotti nuovi distrutti in Francia nel 2018)”.

“Le promesse del mondo della politica – scrive ancora il Manifesto – stanno sempre più strette alla generazione verde. Il movimento non si accontenta delle parole: vuole i fatti. Lo hanno detto le piazze di ieri. Lo ha scritto Greta Thunberg in un testo firmato insieme alle attiviste Luisa Neubar e Angela Valenzuela e intitolato ‘perché scioperiamo’.

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Per La Stampa, “i ragazzi del venerdì verde mostrano idee chiare e, finora, hanno tenuto botta all’assalto degli adulti alla ricerca, talvolta un pò risibile, delle loro contraddizioni”.

“E’ meraviglioso vedere la gioventù, che sfila, salta la scuola, perde lezioni, concede interviste e scrive cartelli – scrive La Verità – Purtroppo, però, non sa cosa dire. Sia chiaro: sono fantastici. Freschi. Puliti. Acclamati. Osannati. Sartori viene definito dai giornali. Jim Morrison con la permanente. Niente di meno. Tutti lì a pendere dalle loro labbra. Tutti ad aspettare le loro idee. Il problema è che non ne hanno. A parte che Salvini gli sta sulle balle, s’intende, e quello si era capito subito. Ma il resto? Che mondo immaginano? Che cosa pensano? Che cosa propongono? Niente”.

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Infine, per Libero Milano, “i gretini tornano in piazza . Meno sono e più rompono…Quelli davvero agguerriti e insensibili al richiamo del panino sono gli anziani che fanno parte dei comitati di quartiere. Hanno una mappa di Milano e segnalano tutte le zone di verde pubblico che il Comune vuole eliminare. ‘Non abbiamo ancora potuto visionare il nuovo Piano di governo del territorio. L’assessore Maran fa solo finta di ascoltarci. Diffidano dei grillini e dicono che i giovani appena si tratta di fare sul serio e le cose si complicano si annoiano subito, ai ragazzini le cose piacciono facili”.

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