AttualitàClimaScienza e TecnologiaVideo

Clima, il Prof. Vacchiano a TeleAmbiente: “Vaia e Catania dimostrano che la tropicalizzazione è già in atto”

Condividi

Esattamente tre anni fa Vaia sconvolgeva il Nord-Est d’Italia, oggi Catania è in pericolo per un’ondata di maltempo decisamente anomala e violenta. Gli effetti dei cambiamenti climatici si sono già manifestati nel nostro Paese e TeleAmbiente ne ha parlato con il Prof. Giorgio Vacchiano, docente di gestione e pianificazione forestale dell’Università Statale di Milano.

Professore, i fenomeni meteorologici estremi sull’Italia sono sempre più frequenti e intensi. Il Mediterraneo si è tropicalizzato senza che quasi ce ne accorgessimo?

La tempesta Vaia e il ciclone che sta interessando le coste della Sicilia hanno moltissimo in comune: sono stati potenziati da un Mar Mediterraneo molto più caldo del normale. Tre anni fa, durante la tempesta Vaia, il Mediterraneo aveva fino a 4°C in più rispetto alla media e sappiamo che un’acqua più calda aumenta l’evaporazione e quindi la quantità di vapore acqueo che viene liberata in atmosfera, potenziando tutte le perturbazioni e riscaldando l’aria.

Vaia, tre anni dopo: cosa ci è rimasto dopo l’uragano che sconvolse il Nord-Est d’Italia?

Quando queste masse di aria calda vengono a contatto con l’aria fredda in discesa dalle latitudini settentrionali, si formano fortissimi venti o, come in questi casi, circolazioni cicloniche o pseudocicloniche.
Non voglio addentrarmi nelle definizioni meteorologiche, di fatto non abbiamo avuto un vero e proprio uragano mediterraneo ma il sistema che sta colpendo la Sicilia ha venti di forza pari a quella di un uragano di categoria 1, con venti almeno a 120 km/h, possiede un occhio, un minimo di pressione e una circolazione ciclonica.

Catania in ginocchio, Leo Gullotta: “Ho il cuore spezzato, ecco a cosa portano i cambiamenti climatici”

In queste ore il Mar Mediterraneo non era di 4°C, ma di 8°C più caldo rispetto alla media del periodo. La tropicalizzazione, quindi, sta riguardando prima di tutto il mare, che si comporta da motore del cambiamento climatico anche alle nostre latitudini. A livello globale, l’oceano finora ha assorbito il 90% del calore in eccesso prodotto dall’uomo con le emissioni di gas climalteranti. Proprio da qui dobbiamo aspettarci gli eventi più estremi, che riguardano non solo il mare stesso, ma anche le parti di atmosfera con cui il mare è a contatto e la terraferma“.

(Visited 52 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago