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Clima, il ghiaccio si scioglie e la Groenlandia resta isolata

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Chiude in Groenlandia il principale scalo nell’artico, per colpa dello scioglimento dei ghiacciai. Il terreno scongelato infatti riempe di acqua la pista, impedendo i voli.

Fondata nel 1941 come base militare statunitense, il villaggio di Kangerlussuaq, sulla costa ovest della Groenlandia, è uno dei luoghi più  popolosi e attivi dell’isola danese. Il nome, che significa “grande fiordo” nella lingua indigena groenlandese, deriva dalla posizione geografica del villaggio, che si distende sulle sponde di uno dei maggiori fiordi groenlandesi.

Kangerlussuaq è diventato un centro cruciale per la Groenlandia e i suoi abitanti, sia attraverso il trasporto e il commercio di materie prime (quali, per esempio, cibi freschi, che sono una leccornia da queste parti), sia perché l’aeroporto è diventato un punto di attrazione per coloro che si dirigono qui dagli angoli più remoti dell’isola.

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Tuttavia, le cose non sembrano andare nella direzione più felice per gli abitanti del villaggio e, verosimilmente, tutto questo presto finirà. L’aeroporto di Kangerlussuaq dovrebbe, infatti, chiudere entro i prossimi cinque anni a causa degli effetti del cambiamento climatico e sarà sostituito da un rinnovato aeroporto nella capitale Nuuk. Lo scongelamento del terreno gelato sul quale  le piste sono state costruite provoca, infatti, danni che stanno diventando sempre più difficili da gestire e contenere.

Con l’aumentare delle temperature, il terreno che in passato rimaneva gelato fino in profondità si scongela ai giorni d’oggi durante i mesi estivi. I problemi per l’aeroporto nascono sia perché il terreno scongelato è meno stabile di quello gelato (essendo, per così dire, più “liquido”), sia perché i cicli di scongelamento e ricongelamento provocano danni strutturali (tramite crepe nelle piste) che diventano sempre più difficili e costosi da riparare.

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Tale chiusura, verosimilmente, porterà anche ad un calo del flusso di turisti che approfittano di questo posto (e del suo aeroporto) per metter piede sul ghiaccio della Groenlandia, come un portale che permette l’accesso ad una dimensione glaciale, senza lo sforzo della conquista. Da alcuni anni, infatti, operatori turistici trasportano folti gruppi di visitatori ai margini della calotta polare attraverso una strada che collega il villaggio al ghiaccio e che, secondo la ricostruzione storica, fu costruita da una casa automobilistica per testare le loro auto in condizioni estreme e fu poi abbandonata pochi anni dopo.

Il villaggio di Kangerlussuaq è anche la prima tappa dove atterrano gli aerei della Guardia Nazionale statunitense quando trasportano noi scienziati in Groenlandia per effettuare le nostre campagne di misura. Verosimilmente anche questo aspetto sarà stravolto dalla chiusura dell’aeroporto, come sarà stravolto il villaggio e la vita di coloro che dovranno spostarsi per cercare lavoro in un altro remoto luogo in una
terra, l’Artico, dove l’impatto del cambiamento climatico dovuto all’attività umana si fa sentire in maniera forte ed inequivocabili.

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In Groenlandia i ghiacci che arretrano e le estati che diventano sempre più calde, stanno rendendo possibile coltivare più ortaggi. E anche le fragole.

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