Clima

Clima, il ghiacciaio più profondo a rischio: si è ritirato di 5 km in 22 anni

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Il ghiacciaio Denman, che si trova nel canyon più profondo del pianeta, si è ritirato di 5 km in 22 anni. Se dovesse sciogliersi completamente il livello del mare in tutto il mondo aumenterebbe di 1.5 metri.

Il Denman Canyon è il canyon più profondo della Terra e raggiunge i 3,500 metri sotto il livello del mare. La gola del canyon è piena di ghiaccio che, secondo gli scienziati della NASA, è molto vulnerabile allo scioglimento. Alcune parti del ghiacciaio sono apparse erose e più sottili delle altre, il che indica che le correnti oceaniche calde stanno già avendo un impatto su di esso. Se dovesse sciogliersi completamente, il livello del mare in tutto il mondo aumenterebbe di 1.5 metri.

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In quanto tempo può accadere? E’ difficile a dirlo dal momento che ci sono molti fattori in gioco, ad esempio la grandezza del canale sul quale si sta ritirando, che può rallentarne la ritirata” ha spiegato la dottoressa Virginia Brancato del Jet Propulsion Laboratory della NASAAl momento attuale è fondamentale raccogliere ulteriori dati e monitorare l’evoluzione del ghiacciaio”. Brancato e i suoi colleghi hanno utilizzato i dati satellitari dal 1996 al 1998 per dimostrare il ritiro della linea di messa a terra del ghiacciaio, la linea che separa la calotta di ghiaccio dal fondale marino. Questa linea si è ritirata di 5 km in 22 anni. Quello che rende il fatto ancora più interessante è che la linea è asimmetrica e il ritiro sta avvenendo solamente lato occidentale del ghiacciaio. Questo è dovuto ad una cresta sepolta sotto il fianco orientale che lo protegge. Al contrario, il fianco occidentale presenta una depressione stretta ma considerevole che consente alle correnti oceaniche calde di erodere la linea di messa a terra e farla ritirare.

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Questo potenzialmente è un grave problema. Più l’entroterra raggiunge il ghiacciaio e più il suo letto diventa profondo, un meccanismo che ha dimostrato in passato di favorire lo scioglimento. Se grandi quantità d’acqua calda dell’oceano riuscissero a raggiungere la parte anteriore del Denman, il ghiaccio potrebbe sciogliersi in modo considerevole. La maggior parte della perdita del ghiaccio in Antartide sta avvenendo sul lato occidentale del continente. I ghiacciai in Antartide Orientale sono sempre stati più stabili e solo alcuni sono sottoposti a osservazioni speciali. Tra questi il Totten Glacier, che si sta sciogliendo al tasso di un metro l’anno.

Tuttavia secondo il Professor Eric Rignot il Denman è il più vulnerabile: “Penso in termini geometrici: Il Denman è più vulnerabile del Totten perché presenta questa depressione profonda con una pendenza retrograda, al contrario di Totten che ha 50 km su una pendenza diretta di un letto che va in salita, prima di addentrarsi nella zona molto profonda“. Quello che manca sono informazioni più dettagliate sulle correnti d’acqua calda nel profondo dell’oceano. Per la calotta glaciale occidentale è stato dimostrato che ci sono dinamiche chiare con le quali le correnti raggiungono la piattaforma continentale e colpiscono i ghiacciai. Per il Denman si tratta solamente di una supposizione che possa spiegare nel migliore dei modi queste osservazioni.

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La dottoressa Emma Smith ha commentato: “Abbiamo bisogno di più osservazioni sulle piattaforme di ghiaccio dell’Antartide orientale. Gli scienziati hanno assunto per molto tempo che la calotta orientale fosse più stabile di quella occidentale e quindi non c’era bisogno di preoccuparsi. Questo punto di vista sta cambiando lentamente ora che iniziamo a comprendere la vulnerabilità di certe aree della calotta orientale”.

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