Gennaio 2020 è stato il gennaio più caldo della storia, battendo il record di gennaio 2016. Le temperature hanno superato di 1.5°C la media del XX° secolo.

Gennaio 2020 è stato il mese di gennaio più caldo mai registrato sul suolo terreste e sulle superfici oceaniche, con una media delle temperature che ha superato tutti i record dei 141 anni di registrazioni del National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa).

Clima, il 2019 è stato il secondo anno più caldo mai registrato

Le temperature record di gennaio sono giunte dopo un 2019 eccezionalmente caldo, secondo i dati il secondo anno più caldo della storia dopo il 2016. Gli ultimi 5 anni e l’ultimo decennio sono i più caldi degli ultimi 150 anni, un ulteriore segnale della crisi climatica a cui sta andando incontro il nostro pianeta. Secondo il Noaa, la media globale delle temperature dello scorso mese ha superato di 1.5°C la media del XX° secolo. Le temperature hanno leggermente superato la media di gennaio 2016, il più caldo fino a questo momento.

Clima, l’Antartide mai così caldo: raggiunti i 18.3°C

L’ondata di calore è stata avvertita particolarmente in Russia, Scandinavia e nella parte orientale del Canada, dove le temperature hanno superato di 5°C la media. La città svedese di Orebro ha raggiunto i 10.3°C, la temperatura di gennaio più alta dal 1858 mentre Boston ha raggiunto i 23°C nel gennaio più caldo di sempre per la città statunitense. Intanto l’Antartico ha iniziato febbraio con un picco delle temperature: il Polo sud ha superato i 20°C per la prima volta nella sua storia il 9 febbraio, tre giorni dopo aver raggiunto i 18.3 °C. Gli scienziati hanno definito i dati “incredibili e anomali”.

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I governi di tutto il mondo si sono riuniti a Parigi nel 2015 per cercare di limitare l’aumento delle temperature al di sotto dei 2°C rispetto all’era pre-industrale in modo da preservare il mondo da un aumento delle temperature che porterebbe ondate di calore, inondazioni, migrazioni, scioglimento dei ghiacciai e carenza di alimenti. Tuttavia, le emissioni derivanti dalle attività umane non mostrano segni di declino. Secondo gli scienziati il mondo deve dimezzare le proprie emissioni entro il 2030 per cercare di evitare il disastro climatico.

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