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Clima, Fridays For Future contestano il Dl Clima. Costa: “Vi invito a incontrarci”

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I giovani del movimento Fridays for Future hanno annunciato l’intenzione di indire uno sciopero venerdì 4 ottobre davanti al Ministero dell’Ambiente per contestare la nuova bozza del decreto legge sul clima. Costa:”Sono d’accordo con le proposte da voi avanzate, vi invito ad incontrarci”. 

Stiamo lavorando, di concerto con il Mef, perché il decreto legge sul clima non sia separato dalla legge di Bilancio, ma integrato nella stessa attraverso vincoli di spesa e normativi. Inoltre, attraverso il Collegato ambientale, avremo la possibilità di dare spazio anche a nuove misure che non rientreranno nel dl. Come vedete, proprio in linea con quanto state sostenendo, stiamo costruendo un architrave normativa che non riguarda solo il Ministero dell’Ambiente ma tutto il governo. Ed è questa la novità rispetto al passato che vi invito a valutare”.

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Così il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa in una dichiarazione di risposta ai giovani del movimento Fridays for future, che hanno annunciato l’intenzione di indire uno sciopero venerdì 4 ottobre davanti al Ministero dell’Ambiente, per contestare la nuova bozza del decreto legge sul clima.

Purtroppo venerdì non sarò al Ministero, perché impegnato a Lussemburgo al Consiglio dei Ministri dell’Ambiente Ue. Quindi non potrò ascoltare le vostre proposte, ma pubblicamente vi invito a incontrarci, anche con i direttori generali, nei prossimi giorni. Tra il dl, il Collegato ambientale e la legge di Bilancio, c’è da rivoluzionare il Paese. Mi farebbe piacere lavorarci insieme”. “Sono perfettamente d’accordo con le proposte da voi avanzate – ha aggiunto Costa – e vi invito a incontrarci per portarle all’esame dei tecnici del Ministero”.

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In una nota dei ragazzi del movimento Fridays For Future Roma si legge:  “Mentre la Germania predispone un piano di investimenti green di 100 miliardi entro il 2030,  l’Italia si limita ad avanzare proposte tiepide e insufficienti, che in questa seconda versione non presentano neanche più il taglio ai sussidi alle fonti fossili previsto nella bozza precedente per un 10% ogni anno fino al 2030. Il ministero si dice in attesa della legge di bilancio per valutare le coperture, ma la manovra non va ‘attesa’ bensì concertata insieme coinvolgendo tutti i ministeri interessati perché non è possibile dover delegare a vincoli di bilancio che non tengono conto dell’emergenza che dobbiamo affrontare”.

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“I danni economici dei cambiamenti climatici – prosegue la nota del Fridays for future di Romasono devastanti per le casse pubbliche già oggi, stimati, ad esempio, per l’agricoltura, in 14 miliardi solo nell’ultimo decennio. Siamo stufi di politiche a compartimenti stagni quando l’emergenza climatica riguarda tutti i settori della nostra vita. Cosa stiamo aspettando ancora.  Abbiamo bisogno di misure veramente efficaci e coraggiose. Non c’è più tempo“.

Greenpeace sostiene, come ha sempre fatto, la protesta dei Fridays For Future: “Non conosciamo il testo del decreto sulla lotta ai cambiamenti climatici, ma ci preoccupa il fatto che continui a slittare di settimana in settimana per problemi di coperture, come se non fosse chiara al governo la priorità dell’emergenza climatica” dichiara Luca Iacoboni, responsabile campagna clima di Greenpeace. “Non abbiamo tempo da perdere, questo è il momento in cui il governo deve mostrare coraggio. Nel DEF si stanno inserendo misure d’emergenza ambientali e si fa esplicito riferimento al PNIEC come piano che traccia delle linee guida. Peccato che il previsto massiccio utilizzo del gas naturale ci porterà solamente ad aggravare la crisi climatica”.

Va bene ascoltare i Fridays For Future, la politica dovrebbe però ora tradurre in misure concrete le richieste avanzate dai ragazzi, non solo promettere di farlo”, conclude Iacoboni.

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