Clima

Clima, il freddo è colpa del riscaldamento globale. Lo studio

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Uno studio incrociato tra l’università di Milano-Bicocca e l’università di Harvard spiega la relazione tra il riscaldamento globale e l’ulteriore abbassamento delle temperature in questa nuova ondata di freddo invernale.

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Le precipitazioni e le temperature delle aree situate ad un livello di latitudine media subiscono l’influenza delle oscillazioni atlantiche e di quelle provenienti dall’Artico, cioè di elementi che producono variazioni climatiche.

Nello studio condotto da Mostafa Hamouda e Claudia Pasquero (MilanoBicocca) e da Eli Tziperman (Harvard) e pubblicato su Nature Climate Change, si osserva come il rapporto tra le due oscillazioni cambi in seguito al riscaldamento globale, causando dei picchi di freddo estremi.

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All’origine vi è il cosiddetto vortice polare che blocca l’aria fredda nelle zone di latitudine più alta e con cadenza biennale allenta la pressione permettendole così di propagarsi verso il basso e raggiungere poi varie zone del mondo.

Lo scenario climatico molto caldo ha raggiunto la stratosfera, punto importante dell’oscillazione nord atlantica, causando un’anomalia dei venti e permettendo l’ingresso del vortice polare nelle aree di latitudine media, favorendo situazioni meteorologiche e atmosferiche irregolari e inaspettate. Ne è testimone la Spagna, che quest’anno ha registrato le condizioni climatiche interne più basse del millennio con temperature che hanno toccato i -10° in numerose città.

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Un importante fattore da prendere in considerazione è il risultato ottenuto dallo scioglimento dei ghiacciai e dalle sempre più frequenti piogge tropicali: i flussi di aria fredda provenienti dalla Russia che incontrano le acque tiepide dell’oceano Pacifico, si riscaldano agevolando così la risalita nella stratosfera, generando ulteriori variazioni climatiche.

Di Francesco De Simoni

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