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Clima, le foreste intatte assorbono anidride carbonica sei volte in più di quelle danneggiate

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Un nuovo studio della Wildlife Conservation Society ha stabilito che le foreste intatte sono in grado di assorbire le emissioni di CO2 per sei volte in più rispetto ad una danneggiata. Per il Dr Tom Evans “le foreste lavorano per noi ogni anno assorbendo grandi quantità di anidride carbonica, ma una volta che vengono danneggiate non riescono a fornire più lo stesso contributo”.

Le foreste sono essenziali per contrastare il cambiamento climatico, quindi i programmi per ridurre la deforestazione sono importanti. Un nuovo studio suggerisce che questi programmi debbano concentrarsi maggiormente nel preservare le foreste dove degrado e deforestazione ancora non sono iniziati.

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La perdita di foreste incontaminate ha un effetto sul clima ancora più importante di quanto ritenuto in passato. Globalmente, le foreste assorbono più di un quarto delle emissioni di CO2 derivanti dalle attività umane nell’atmosfera. Nonostante solo circa il 20% delle foreste tropicali possa considerarsi intatte, queste sono responsabili dell’assorbimento di circa il 40% di anidride carbonica nei tropici.

Lo studio dei ricercatori della Wildlife Conservation Society dell’Università del Queenland in Australia e di altre istituzioni ha analizzato l’emissione di carbonio dovuta alla perdita di foreste tropicali intatte dal 2000 al 2013. L’abbattimento di foreste intatte in quel periodo è la causa di circa il 3% delle emissioni globali di carbonio.

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Ma quando si prendono in considerazione altri graduali tipi di danni alle foreste, come quando vengono abbattuti alberi per ricavare la legna da ardere o la costruzione di strade che espone gli alberi alla siccità o al vento, viene fuori che l’impatto del carbonio è di circa sei volte superiore alla media.

“È preoccupante perché c’è un enorme quantità di foreste intatte che vengono colpite ogni anno” secondo il dottor Tom Evans, a capo del programma per la conservazione delle foreste al Wildlife Conservation Society e coautore del testo, pubblicato su Science Advances. In tutto il mondo nella prima metà del 21° secolo circa il 95% delle foreste è stato colpito da degrado e deforestazione.

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Lo studio punta ad effettuare un calcolo ancora più dettagliato del carbonio presente nell’atmosfera a causa della deforestazione. Una parte dell’impatto deriva dal fatto che quando una foresta viene danneggiata, indipendentemente dalla sua grandezza, questa non riesce a assorbire le emissioni di anidride carbonica al pari di una intatta.

Programmi internazionali come il Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation o REDD+ sono visti come un aiuto nel limitare il riscaldamento globale, usando incentivi finanziari per arrestare la continua deforestazione, conservando la capacità di conservazione del carbonio. Ma per il Dr Evans, il nuovo studio ha mostrato che proteggere le foreste incontaminate possa comportare benefici maggiori.

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Se preservare le foreste intatte ha un impatto sei volte maggiore sul clima rispetto alla riforestazione, gli incentivi finanziati per la preservazione dovrebbero essere ancora maggiori” – ha aggiunto il Dr Evans – “non sono sicuro che la risposta sia cambiare REDD+, penso sia necessario un approccio complementare”.

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