ClimaPolitica

Clima, Elizabeth Mrema “L’uomo sarà costretto a vivere in un mondo vuoto”

Condividi

Elizabeth Maruma Mrema, segretario della Convention on Biological Diversity dell’ONU, ha fatto appello ai governi per proteggere la natura ed evitare che l’uomo viva in un “mondo vuoto”.

Elizabeth Maruma Mrema, segretario esecutivo della Convention on Biological Diversity delle Nazioni Unite ha fatto appello ai governi di tutto il mondo per fare in modo che il 2020 non sia solamente un altro anno di conferenze ma che i paesi inizino a prendere azioni definitive per contrastare la perdita della biodiversità, la deforestazione, l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Mrema ha spiegato: “Le imprese, le comunità locali, la società civile, i giovani, tutti noi con l’aiuto dei governi dobbiamo intraprendere azioni. Abbiamo discusso di queste azioni per molti anni, ora abbiamo bisogno che queste azioni vengano intraprese“.

L’avvertimento è giunto alla vigilia dell’inizio del World Economic Forum di Davos, dove la perdita della biodiversità è stata inserita al terzo posto dei rischi mondiali in termini di probabilità, davanti a epidemie infettive, attacchi terroristici e guerre. La continua distruzione di ecosistemi come la barriera corallina e la foresta pluviale porterà gli uomini a vivere in un “mondo vuoto” con conseguenze catastrofiche per la società: “La vita delle persone dipende dalla biodiversità in modi che spesso non vengono considerati o apprezzati. La salute umana dipende dagli ecosistemi; la disponibilità di acqua fresca, combustibili, cibo. Tutti questi sono prerequisiti per la salute e la vita del genere umano”.

La scorsa settimana, la lunga e attesa bozza dell’accordo sulla protezione della natura è stato pubblicato. Nella bozza si richiede un impegno per proteggere almeno il 30% del pianeta, e la riduzione dell’inquinamento della plastica, del controllo sulle specie invasive di almeno il 50%.L’impegno dovrà essere discusso dai paesi al summit dell’ONU previsto nella città di Kunming in Cina ad ottobre. La bozza contiene impegni volutamente modesti dopo il fallimento degli accordi internazionali sulla protezione della biodiversità degli ultimi anni. La debolezza del testo è stata soggetta a critiche da parte degli attivisti che sostengono che i governi debbano fare di più per proteggere il pianeta ma Mrema ha risposto che si tratta solamente di una bozza iniziale e spera che i negoziatori riescano a prendere decisioni più ambiziose.

Quando le è stato chiesto cosa potrebbe accadere in caso i governi non prendano azioni decisive, Mrema ha risposto: “I rischi saranno elevati. Uno di questi sarà che non abbiamo ascoltato la scienza e le evidenze davanti ai nostri occhi. Non averli ascoltati vorrà dire che il mondo ha detto: lasciamo andare avanti la perdita della biodiversità, continuiamo a lasciar morire le persone, la deforestazione, l’inquinamento e molliamo il progetto di salvare il pianeta. Spero che questo non sia il punto a cui vogliamo arrivare”.

Mrema, entrata in carica dopo le dimissioni di Cristiana Paşca Palmer, è cresciuta in Tanzania vicino al Kilimanjaro, il monte più alto dell’Africa. “Durante la mia adolescenza potevo vedere e sentire l’acqua scorrere nelle piantagioni di banane. Ora questi flussi si sono completamente asciugati. Ogni volta che si tratta l’argomento della biodiversità mi viene in mente le cose che vedevo quando andavo a scuola. Non posso fare il paragone con quello che stiamo vedendo oggi: più devastazione, carenza d’acqua, i cespugli, le foreste; l’intera area è completamente spoglia”.

L’ONU ha organizzato un summit per i giovani ad aprile a Miyazaki, in Giappone, dove l’organizzazione spera di portare la giovane attivista Greta ThunbergCome adulto, posso dire che abbiamo fallito e stiamo deludendo i nostri figli e i giovani di tutto il mondo. I nostri figli ci stanno chiedendo che clima potranno ereditare da noi. L’oceano è pieno di plastica, le foreste stanno scomparendo e il nostro stile di vita continua a produrre sempre più inquinamento. I giovani sanno esattamente quali sono i loro diritti, quello che vogliono e quello che si aspettano da noi. Tutto quello che verrà discusso nelle negoziazioni avrà un impatto maggiore su di loro. Vogliono solamente essere sicuri che il mondo che gli verrà lasciato non venga deciso dagli adulti ma vogliono essere parte del processo decisionale”.

(Visited 22 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago