Dl Clima approda in CdM, Costa: ‘grande confronto, sarà provvedimento corposo’

Clima. Approda in Consiglio dei Ministri il Decreto Legge Clima, dal titolo “misure urgenti per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde”.

“Questi sono giorni importanti in cui stiamo definendo il #DecretoClima, un testo corposo che vuole aggredire i cambiamenti climatici. Dobbiamo mettercelo in testa – ha scritto sulla sua pagina Facebook il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa – se non lavoriamo oggi in modo coraggioso non ci sarà un futuro domani. È un insieme di norme ambientali e che ovviamente toccano anche altri ministeri. Finalmente l’ambiente tesse tutta l’azione di governo”.

“Con questo decreto, ad esempio – scrive ancora il ministro dell’Ambiente – cambierà il modo con cui ci spostiamo per la città, cambierà il modo di fare la spesa e aiuteremo il cittadino e le imprese a modificare il paradigma ambientale. Mi piace immaginare un’Italia in cui si produca e si acquisti con sempre meno imballaggi. Si riscopre il valore dei prodotti sfusi, si accompagnano i figli a scuola pensando all’ambiente”.

“Con il #DecretoClima – si legge – vogliamo riforestare le città e quindi ridurre le emissioni della CO2 responsabili del cambiamento climatico. È il momento di incentivare e premiare i comportamenti virtuosi, sia dei cittadini, sia degli imprenditori e dei produttori.

Vogliamo introdurre una fiscalità di vantaggio per chi vive e lavora in modalità green. E fare in modo che vivere tutelando l’ambiente sia anche conveniente”

Il testo, appena incardinato, verrà portato dal Ministro Costa al Summit Onu sul clima del 23 settembre prossimo.

 

Cosa prevede il Dl Clima:

La bozza che sta circolando in queste ore, all’articolo 1 prevede che ai cittadini che “rottamano autovetture omologate fino alla classe Euro 4 è attribuito un credito fiscale corrisposto mediante un titolo di spesa pari ad euro 2.000, che l’interessato può utilizzare entro i successivi cinque anni ai fini dell’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale e di altri servizi ad esso integrativi, inclusi i servizi di sharing mobility con veicoli elettrici o a zero emissioni, anche in favore dei familiari conviventi.

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Il beneficio viene revocato se il medesimo soggetto, ovvero un familiare convivente, provveda all’acquisto, al leasing o al noleggio a lungo termine di un’autovettura non a basse emissioni entro i due anni successivi”.

Stesso incentivo viene riconosciuto, per ciascun veicolo rottamato, “ai titolari di licenza di trasporto pubblico di piazza e agli autotrasportatori operanti nelle città metropolitane”, bonus utilizzabile “per la sostituzione del veicolo rottamato con veicoli ibridi o elettrici o ad emissioni ridotte”.

Il testo contiene anche disposizioni per il trasporto scolastico sostenibile: “Presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è istituito un fondo in favore del servizio di scuola bus a ridotte emissioni per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, comunali e statali ricadenti nell’ambito delle città metropolitane” che sforano i limiti di smog”.

Inoltre, e’ previsto un sistema di incentivazione del trasporto a domicilio di prodotti commerciali: “Agli esercenti attività imprenditoriale che svolgono direttamente o per tramite di soggetti terzi il servizio di trasporto a domicilio per la vendita di prodotti non destinati all’esercizio dell’attività economica o professionale”, è riconosciuto “un credito di imposta pari allo sconto praticato al consumatore, fino al 20 per cento del costo del servizio, fino a un importo massimo di 5.000 euro ad esercente, nel limite complessivo di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022″.

Il costo del servizio “è fiscalmente detraibile dal consumatore in misura pari al 100%”.

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Quanto al fondo per il programma di rimboschimento, “al fine di adottare misure urgenti per l’adattamento climatico nelle città metropolitane e migliorare la qualità dell’aria – si legge nella bozza del provvedimento – nel limite complessivo di 15 milioni di euro delle relative risorse riassegnate nel 2020 al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, è istituito un programma sperimentale di messa a dimora di alberi, di reimpianto e di silvicoltura, anche nel quadro di attività di educazione e ricerca ambientale”.

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, dovranno essere definiti “i criteri, le modalità e le finalità per la progettazione degli interventi e il riparto dei fondi di cui al comma 1 tra le diverse Città metropolitane, tenendo conto in particolare dei diversi livelli di qualità dell’aria”.

Inoltre si prescrive che “i soggetti concessionari o affidatari di lavori pubblici, i gestori di infrastrutture extraurbane procedono alla forestazione delle aree marginali alla viabilità e alle altre infrastrutture, fatto salvo il rispetto degli obblighi di sicurezza”.

Idem per le Regioni, che “nella gestione del demanio fluviale e nella programmazione degli interventi di contrasto al dissesto introducono, tra i criteri per l’affidamento della realizzazione delle opere, il rimboschimento delle fasce ripariali e delle aree demaniali fluviali”.

Nel testo è prevista anche una predisposizione per la norma sull’end of waste, ovvero sulle regole per definire il fine vita dei rifiuti: è previsto uno spazio ad hoc all’articolo 12 sulla “cessazione della qualifica di rifiuto”.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa aveva annunciato – nella recente audizione in commissione Ecomafie – di pensare ad una via privilegiata e anche più veloce, ovvero a un decreto, per l’end of waste.

Nello specifico la norma che dovrebbe essere contemplata, e riempire lo spazio lasciato in bianco sotto il titolo, riguarda la filiera industriale dell’economia circolare e servirebbe a sbloccare l’impasse delle imprese che aspettano di capire cosa (e come) possono recuperare e riciclare.

Previsto inoltre, un bonus pari al 20% del costo di acquisto dei prodotti sfusi e alla spina per ridurre la produzione di imballaggi per i beni alimentari e prodotti detergenti.

Il bonus è valido per gli anni 2020, 2021 e 2022.

“Per gli esercenti – si legge nella bozza – il contributo sarà riconosciuto sotto forma di credito d’imposta fino a 10mila euro per ogni beneficiario nel limite complessivo di dieci milioni di euro per gli anni presi in esame. Il credito d’imposta spetta a condizione che i prodotti siano stati effettivamente venduti nell’esercizio dell’attività economica o professionale. Ai soggetti acquirenti dei prodotti sfusi non destinati all’esercizio dell’attività economica o professionale, è corrisposto il contributo anticipato dal venditore dei beni come sconto sul prezzo di vendita ed è a questo rimborsato sotto forma di credito d’imposta di pari importo, nel limite complessivo di 10 milioni di euro per l’anno 2020, 2021 e 2022″.

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