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Clima, la COP26 di Glasgow si terrà tra il 1° e il 12 novembre 2021

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La COP26, la conferenza sul clima dell’ONU, si svolgerà tra il 1° e il 12 novembre 2021. La conferenza era prevista per la fine del 2020 ma è stata rinviata nel timore che la pandemia del coronavirus potesse compromettere lo svolgimento dell’evento.

Il COP26, la conferenza annuale sul clima organizzata dall’ONU, si svolgerà a Glasgow tra il 1° e il 12 novembre 2021.  L’evento, al quale parteciperanno i delegati di 196 paesi, è considerato il più importante dagli accordi di Parigi del 2015. La conferenza si sarebbe dovuta svolgere a novembre 2020 a Glasgow, ma ad inizio aprile è stata rinviata dopo lo scoppio della pandemia globale del coronavirus.

 

Coronavirus, rinviata al 2021 la conferenza sul clima Cop26

Alok Sharma, Presidente dell’evento, ha commentato: “Ci stiamo impegnando per combattere la crisi del coronavirus ma non dobbiamo perdere di vista la grande sfida della crisi climatica. Stiamo lavorando con i nostri partner internazionali su una ambiziosa tabella di marcia per l’azione globale sul clima tra oggi e novembre 2021. I passi che faremo per ricostruire le economie avranno un’enorme impatto sulla sostenibilità delle nostre società, del loro benessere e della loro resilienza e la COP26 può essere il momento per unire tutto il mondo in una ripresa pulita e resiliente”. Particia Espinosa, segretario esecutivo dei cambiamenti climatici dell’ONU ha spiegato: “Se fatto correttamente, il recupero dalla crisi del COVID-19 potrà essere da guida verso un percorso più inclusivo e sostenibile”.

 

Ai governi è stato chiesto di preparare dei piani dettagliati per ridurre le emissioni e rientrare nei limiti stabiliti dagli accordi di Parigi del 2015, piani che molti paesi non stanno rispettando. Gli esperti temono che il lungo rinvio della conferenza possa essere utilizzato da alcuni paesi come scusa per non aggiornare e presentare i nuovi piani sulle emissioni. Inizialmente il primo rinvio è stato visto come utile per alcuni, considerando che nel mese di novembre 2020 si dovrebbero tenere le elezioni presidenziali americane; in questo modo una conferenza in primavera avrebbe visto o la presenza di una nuova amministrazione o comunque concesso ai paesi del tempo per affrontare la rielezione di Donald Trump, che ha promesso di ritirarsi dagli accordi di Parigi in caso di vittoria.

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L’ipotesi di una conferenza virtuale è stata presa in considerazione in un primo momento ma molti gruppi della società civile si sono opposti, sostenendo che sia necessaria la presenza degli attivisti alla conferenza per fare pressioni sui governi. Un’altra preoccupazione riguarda i dialoghi dell’ONU su un altro tema ambientale, quello della biodiversità, previsti per la metà del prossimo anno: secondo gli esperti è stato necessario riformulare l’intero programma, in modo che la conferenza sulla biodiversità preceda quella sul clima.

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Le emissioni di diossido di carbonio sono diminuite del 17% ad aprile come conseguenza della quarantena. In molti sostengono che sia necessaria una ripresa economica green per stimolare l’economia globale; secondo un studio dell’Università di Oxford finanziare progetti green potrebbe portare alla creazione di posti ed ad un ritorno negli investimenti maggiore che in altri settori. Chris Venables di Green Alliance ha spiegato: “La cosa veramente importante è che la ripresa economica sia legata agli accordi sul clima. Deve essere una ripresa green“.

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