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Clima, Desarc-Maresanus: spargere la calce dalle navi per assorbire Co2

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Clima. Cosa rispondereste se vi dicessi che basterebbe la comune calce usata in edilizia per rimuovere l’anidride carbonica dall’atmosfera? Non è uno scherzo.

Secondo il progetto di ricerca “Desarc-Maresanus” sui cambiamenti climatici, per rimuovere l’anidride carbonica dall’atmosfera, si potrebbe cospargere la superficie del mare con idrossido di calcio (la comune calce usata in edilizia).

La ricerca è stata condotta dal Politecnico di Milano e dal Centro Euro-Mediterraneo con il supporto di Amundi e la collaborazione di CO2APPS.

“Desarc-Maresanus” ha studiato un processo di alcalinizzazione per contrastare allo stesso tempo due problemi ambientali di grandissima rilevanza:

  •  l’aumento delle concentrazioni di biossido di carbonio (CO2) in atmosfera
  •  l’acidificazione degli oceani

L’acidificazione dei mari è spesso considerato “l’altro problema” legato all’aumento delle concentrazioni di biossido di carbonio (CO2) nell’atmosfera, aggiuntivo a quello del riscaldamento globale.

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Si tratta di un tipo di impatto che infatti non è legato all’effetto serra, ossia alla cattura di energia da parte dei gas presenti nell’atmosfera: alla base dell’acidificazione dell’acqua degli oceani vi sono alcune reazioni chimiche che avvengono in mare.

Circa un terzo della CO2 che viene emessa nell’atmosfera viene assorbita dall’acqua dei mari, dove si trasforma in acido carbonico, che si dissocia rapidamente in ioni bicarbonati, carbonati e H+: questi ultimi incrementano l’acidità del mare.

Più CO2 è presente nell’atmosfera, più cresce la concentrazione di H+ e si abbassa il pH dell’acqua del mare.

La maggior acidità del mare può danneggiare in vari modi l’ecosistema marino, per esempio limitando la formazione del carbonato di calcio di cui sono costituiti i gusci e gli scheletri di molti organismi marini quali coralli, conchiglie e plancton.

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In cosa consiste il progetto di ricerca:

Il processo consiste nello spargimento di idrossido di calcio sulla superficie del mare che, combinandosi in un processo spontaneo con acqua, aumenta la capacità tampone delle acque marine verso l’acidità e permette di contrastare la diminuzione del pH (questo favorisce la rimozione di CO2 dall’atmosfera).

Il progetto di ricerca ha analizzato nel dettaglio la fattibilità tecnica ed economica di questo processo, il suo bilancio ambientale, nonché i benefici per il comparto marino, con un focus sul Mediterraneo.

Grazie allo studio modellistico, è stato possibile mostrare come lo spargimento di idrossido di calcio sulla superficie del mare permetterebbe di contrastare il trend esistente di acidificazione del Mediterraneo, trend attualmente in linea con quanto avviene negli oceani di tutto il mondo.

Lo studio, condotto con un modello fluidodinamico, ha confermato l’elevata dispersione dell’idrossido di calcio se rilasciato nella scia di una nave, quindi la possibilità pratica di spargerne grandi quantità con navi già esistenti o dedicate.

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L’idrossido di calcio rilasciato in forma di sospensione liquida si dissolve grazie alla grande turbolenza della scia della nave.

Nel corso del progetto sono stati studiati diversi scenari di spargimento dell’idrossido di calcio nel Mediterraneo, con diversi tipi di navi, ed è stato valutato anche il potenziale di spargimento a scala globale in base ai dati sul traffico navale esistente.

Lo spargimento da parte delle navi già esistenti si presenta come la soluzione più efficiente.

“I risultati raggiunti – ha detto Stefano Caserini, docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici presso il Politecnico di Milano e Project Leader della ricerca – sono molto interessanti e sono un ulteriore passo in avanti, ci danno fiducia che sia possibile rimuovere CO2 dall’atmosfera a prezzi non proibitivi, dando anche una risposta al grande problema dell’acidificazione del mare. Servono altre ricerche, sia riguardanti il processo tecnologico che delle interazioni
con l’ambiente, ma questi primi risultati sono promettenti. Sappiamo che dobbiamo ridurre in modo rapido e drastico le emissioni di gas climalteranti, con questo progetto abbiamo iniziato a lavorare per fare anche di più”.

 

 

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