Clima

Clima, Bolsonaro: “Stop deforestazione illegale entro 2030”. Ma per le Ong non è credibile

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“Mettere fine alla deforestazione illegale entro il 2030. Il Brasile è in prima linea nella lotta al cambiamento climatico”. Queste le parole del presidente brasiliano Bolsonaro al summit per il clima indetto da Biden. Ma per la Commissione Paulo Evaristo Arns “non è credibile”.

Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro nel suo intervento al summit per il clima indetto da Biden,  con altri 40 leader mondiali, si è impegnato a mettere fine alla deforestazione illegale entro il 2030 . ”Il Brasile è in prima linea nella lotta al cambiamento climatico’‘, ha affermato Bolsonaro, annunciando l’impegno a raggiungere ‘’emissioni zero entro il 2050′‘. ”Non possiamo dimenticare che una delle cause del cambiamento climatico è il consumo di combustibili fossili, ma sono orgoglioso che il Brasile sia uno dei Paesi più puliti al mondo dal punto di vista dell’energia”, ha proseguito Bolsonaro, sostenendo che ”nel Paese abbiamo sostenuto la rivoluzione verde”.

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Continua il pressing sul presidente degli Usa, Joe Biden, soprattutto da parte delle Ong, affinché non firmi accordi sull’ambiente con Jair Bolsonaro.  Da ultimo la Commissione Paulo Evaristo Arns, secondo cui “non è credibile” il discorso che il leader verdeoro ha pronunciato al vertice virtuale sul clima di oggi.

In queste settimane Bolsonaro “ha cambiato per la prima volta il suo discorso ostile nei confronti delle popolazioni indigene e della conservazione dell’ambiente, ma in realtà nulla è cambiato nella pratica“, ha detto all’ANSA Manuela Carneiro da Cunha, membro della Commissione Arns.

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La scorsa settimana, il presidente del Brasile ha inviato una lettera a Biden in cui si è impegnato ad azzerare la deforestazione illegale dell’Amazzonia entro il 2030. “Non ci si può fidare delle promesse, si può prendere in considerazione solo obiettivi che possono essere verificati da organismi appropriati“, ha sostenuto Carneiro da Cunha. La Commissione Arns è una ong brasiliana che ha tra i suoi membri l’ex capo della Commissione Onu in Siria, Paulo Sergio Pinheiro, e il giurista Jose’ Carlos Dias

L’ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, ha elogiato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden per aver convocato il vertice virtuale sul Clima, iniziato oggi, e ha criticato l’attuale leader verdeoro, Jair Bolsonaro, sostenendo che sotto di lui il Brasile è diventato un “reietto”.

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L’iniziativa del presidente Biden di svolgere il vertice dei leader sul Clima chiude un periodo di negazione, e’ un gesto che ci permette di ritrovare la speranza nel dialogo, nella ragione e nel futuro dell’umanità‘”, ha esordito il leader del Partito dei lavoratori (Pt, di sinistra). “Il Brasile deve tornare a convivere con il resto delle nazioni come partner attivo nelle questioni ambientali e climatiche, deve dare l’esempio e non (agire) come un reietto“, ha detto Lula in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano Folha de S.Paulo.

L’ex presidente-operaio ha poi accennato alla politica ambientale durante i suoi due governi, tra il 2003 e il 2010. “Fino a poco tempo, il Brasile era uno dei portatori di quella speranza che rimane viva nella memoria della conferenza di Copenaghen del 2009, dove abbiamo presentato obiettivi ambiziosi per la riduzione delle emissioni di gas serra“, ha affermato Lula. 

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