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Clima, l’aumento delle temperature metterà a rischio la produzione di vini

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Secondo uno studio l’aumento delle temperature renderà l’85% dei terreni vinicoli inadatti alla produzione del vino, che diventerà più raro e costoso.

Se i cambiamenti climatici non dovessero essere contrastati, il prezzo del vino potrebbe aumentare. E’ questa la sconvolgente scoperta degli scienziati, che sostengono che l’aumento delle temperature possa mettere a rischio l’85% delle regioni vinicole. Questa perdita in massa dei vigneti porterà ad una carenza di vino a livello globale, a cui seguirà un aumento dei prezzi dei bianchi e dei rossi in tutto il mondo.

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La ricerca, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, sottolinea “il ruolo critico delle decisioni umane nella costruzioni di sistemi agricoli resistenti ai cambiamenti climatici”. I ricercatori hanno descritto il modo in cui hanno preso in considerazione l’adattabilità al clima di 11 varietà di grappoli d’uva. Questi grappoli sono presenti in un terzo delle aree piantate a livello globale in paesi produttori importanti come Francia, Australia, Nuova Zelanda e Cile.

I modelli mostrano che con con un aumento delle temperature di 2°C, l’aumento previsto qualora non venissero ridotte le emissioni, il 56% dei terreni utilizzati per far produrre vino non sarebbero più adatti mentre un aumento di 4°C, un prospetto realistico per la fine del secolo, metterebbe a rischio l’85% dei terreni. Il calore potrebbe danneggiare le piante o accelerare la maturazione e rendere ad esempio il sapore troppo zuccherino. Inoltre, la quantità e la qualità dei differenti tipi di uva sarebbe a rischio.

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Nella regione della Borgogna in Francia, il pinot nero ad esempio potrebbe essere sostituito col Mourvedre e il Grenache, più adatti al calore. Le regioni viticole più fresche come in Germania, Nuova Zelanda e la costa statunitense del pacifico potrebbero diventare adatte per vigne che solitamente crescono in climi più caldi. Le maggiori perdite riguarderanno l’Italia, la Spagna e l’Australia. Alcuni produttori di vino, in particolare in Australia e California stanno già affrontando perdite a causa degli incendi mentre le condizioni metereologiche stanno diventando in media più calde e asciutte.

John Handmer, dell’ International Institute for Applied Systems Analysis, ha spiegato che a causa dei recenti incendi i vigneti non sono stati solamente danneggiati ma sono stati completamente distrutti e ci vorranno anni per restaurarli. L’aumento delle temperature avrà un impatto non solo sulla produzione agricola ma anche sul turismo delle regioni viticole. Ignacio Morales-Castilla, autore dello studio, sostiene che ci siano ancora opportunità per adattare la produzione vinicola e l’agricoltura ai cambiamenti climatici. “Dobbiamo essere consapevoli che più le temperature saranno elevate e minori possibilità avremmo di adattarsi”. Per Benjamin Cook lo studio sulle vigne è solo una parte di uno studio più ampio sull’effetto dei cambiamenti climatici sull’agricoltura: “in un certo senso, il vino è come il canarino nella miniera per l’impatto dei cambiamenti climatici sull’agricoltura, perché l’uva è molto sensibile al clima“.

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La diversificazione potrebbe essere una strategia ma se le temperature dovessero superare i 2°C potrebbe risultare inutile. I vigneti sono sottoposti ad ostacoli regolamentari, finanziari e culturali che potrebbero complicare il cambiamento: “C’è un attaccamento di alcuni agricoltori verso tipi di uva che vengono prodotti da secoli e cambiare o abbandonare questa varietà non sarà facile” ha detto Morales-Castilla. La speranza è che vengano scoperta alcune varietà di uva adatte a crescere con temperature più elevate, nonostante la ricerca ne abbia identificate solamente 11 su circa 1,100.

 

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