Clima

Clima, l’aumento delle temperature farà scomparire gli sport invernali

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I cambiamenti climatici sono un danno per gli sport invernali. Le stagioni sciistiche si stanno accorciando e le mete turistiche sono costrette a trovare altre fonti d’entrate.

Al confine nord delle Alpi, gli sciatori ai piedi della montagna più alta della Germania scendono lungo le piste scarsamente coperte dalla neve artificiale. Come in altri resort ad un’altitudine relativamente bassa, il riscaldamento globale ha lasciato i suoi segni a Garmisch-Partenikirchen, il sito delle Olimpiadi invernali del 1936, minacciando l’identità del paese e l’affluenza di turisti. Siamo a gennaio e c’è così poca neve naturale da mettere in dubbio la possibilità di organizzare altre competizioni sciistiche in futuro.

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Il turismo è un fattore fondamentale per Garmisch come per le altre mete sulle Alpi. Nella vicina Austria, il turismo produce il 6% delle entrate del paese mentre nel Tirolo circa il 18%. Il tasso è simile per il cantone svizzero di Graubuenden, grazie a resorts come Saint Moritz, Klosters e Davos. In Francia, nella regione Auvergne-Rhone-Alpes, il turismo ha generato 18 miliardi di euro di introiti nel 2018, un decimo della produzione interna e dal settore turistico dipendono 171,000 posti di lavoro nella regione. Questa fonte di entrate è sotto la minaccia dei cambiamenti climatici. I cambiamenti climatici avranno un impatto di 300 milioni di euro l’anno sul turismo austriaco. In Francia le autorità a Tignes hanno rinviato l’inizio della stagione sciistica a causa degli effetti del riscaldamento globale sul ghiacciaio Grande Motte.

 

Se le emissioni di gas ad effetto serra dovessero rimanere allo stesso livello, la neve scomparirà sicuramente ai livelli più bassi entro la fine del secolo” ha spiegato Marc Olefs, a capo del dipartimento ricerca sul clima al Vienna’s Central Institute for Meteorology and Geodynamics. Garmisch, che si trova ad 800 metri di altezza, difficilmente riuscirà a mantenere il suo status di “mecca” degli sport invernali. Tra i visitatori, le condizioni mutevoli vengono accettate con molta rassegnazione; Juergen Hilla, insegnante della vicina Francoforte, sospetta che lo sci e gli altri sport invernali possano non essere più praticabili nel lungo periodo e lui e sua moglie dovranno considerare alternative per la stagione ì: “Probabilmente in 20 o 30 anni, non sarà come adesso” ha aggiunto dopo un giorno nelle piste. Le piste più alte sono in buona condizione ma quelle basse hanno bisogno di neve artificiale per essere almeno praticabili.

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Per rimediare all’assenza di neve naturale, i resort accendono i cannoni nonostante le proteste degli ambientalisti. La produzione di neve artificiale diventerà più dura con l’aumento delle temperature. La pratica non è iniziata a causa dei cambiamenti climatici ma, secondo Robert Steiger dell’Università di Innsbruck, per rendere i resort meno dipendenti dagli eventi naturali. Col passare degli anni il legame con i cambiamenti climatici è diventato indissolubile. “Alcune regioni ed aree perderanno il turismo invernale entro metà secolo o anche prima. Le aree più elevate saranno salve ma dovranno fare grandi investimenti e contenere l’afflusso dei turisti”.

Un’altra opzione può essere quella dello snow farming, dove la neve viene coperta con un telo e da strati di segatura per rimanere intatta durante tutto l’anno. Le aree più colpite dal caldo sono quelle ai piedi delle Alpi, in Austria, nelle colline francesi e italiane ed in Germania. Queste aree non sono mai state così dipendenti dal turismo invernali come alcune regioni delle Alpi centrali e sono mete turistiche tutto l’anno. L’estate genera il 60% delle entrate derivanti dal turismo secondo Sigrid Meierhofer, sindaco di Garmisch. In Svizzera nell’estate del 2019 le prenotazioni sono state più alte del 33% rispetto a quelle della stagione invernale precedente.

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Le prenotazioni estive hanno superato quelle invernali in Austria da qualche anno, anche se le entrate risultano essere più alte in inverno a causa del noleggio dell’attrezzatura e degli skipass. A Saalbach-Hinterglemm le piste sciistiche sono state trasformate in percorsi per le mountain bike e le reti tranviarie sono state adattate per fornire supporto ai ciclisti nel percorso. “La crescita del turismo estivo nelle montagne è elevata” secondo Ulrike Proebstl-Haider, professore dell’Università di Viennaquesto è parzialmente dovuto ai cambiamenti climatici che se non altro sono riusciti a rendere l’autunno più attraente”. Le città svizzere stanno seguendo questo trend: sia Gstaad che Verbier ospitano concerti di musica classica in estate mentre Davos organizza incontri di vario genere nei mesi estivi, oltre al World Economic Forum di gennaio.

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