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Un appello per il clima da cento imprese: investimenti Ue siano più ambiziosi

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“La transizione verso un’economia ambientalmente sostenibile e climaticamente Neutrale rappresenta una sfida epocale che cambierà il sistema energetico e i modelli di produzione e consumo in tutti i settori”.

Per questo, il clima non può attendere. È il momento del fare.

È uno dei passaggi dell’appello firmato da cento esponenti di importanti imprese e associazioni di imprese italiane lanciato con l’obiettivo di rendere gli investimenti europei più ambiziosi e adeguati alla sfida di una transizione ecologica e climatica che poggia su tre capisaldi:

  • ambizione climatica per aumentare la quota di finanziamenti dedicati al clima del Recovery Fund
  • criteri climatici stringenti per indirizzare gli investimenti
  • una lista di esclusione delle attività anti-clima da non finanziare

L’ appello – firmato, tra gli altri, da Catia Bastioli, Francesco Starace ed Edo Ronchi – è rivolto ai parlamentari Italiani, ai rappresentanti italiani in Parlamento Europeo e ai membri del Governo italiano per sostenere che le proposte europee per il clima e l’ambiente siano rese più incisive, in vista della negoziazione relativa alla versione finale del pacchetto di ripresa europeo post Covid, prevista per il mese di novembre.

“Puntiamo – ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – ad avere un buon piano per la ripresa quindi ad evitare che, da una parte, si spenda per tutelare il clima e l’ambiente e, dall’altra, si finanzino, con le risorse europee, anche misure che danneggino il clima e l’ambiente”.

Per il Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, gli investimenti nelle  misure per il clima  vanno aumentati  perché hanno anche un grande potenziale di trascinamento economico e occupazionale in vari settori: della produzione di energia rinnovabile, del risparmio energetico negli edifici e nell’industria con l’economia circolare, nel cambiamento per una mobilità più sostenibile. Senza trascurare di finanziare anche misure di adattamento climatico che riducano la vulnerabilità delle città alle alluvioni e alle ondate di calore”.

Le tre direttrici indicate nell’ appello prevedono in particolare:

  1. Ambizione climatica: per portare dal 37% al 50% la quota di investimenti del Recovery and Resilience Facility – il più importante strumento di finanziamento del pacchetto Next Generation EU – destinati a progetti favorevoli al clima, sia per realizzare il taglio delle emissioni del 55% entro il 2030 e puntare sulla neutralità climatica al 2050 che per contribuire a mobilitare i 350 miliardi di euro all’anno di investimenti per il clima e l’energia a livello europeo, stimati dalla Commissione Europea;
  2. Criteri climatici per gli investimenti: adottare una metodologia chiara per riconoscere gli investimenti favorevoli al clima, come quella definita dal Regolamento europeo per la “Tassonomia per la finanza sostenibile”;
  3. Una “lista di esclusione”: introdurre una lista di attività economiche che non possono accedere ai finanziamenti del Recovery and Resilience Fund perché incompatibili con il taglio delle emissioni al 2030 e con l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2050.

Questo appello italiano si sposa con numerose iniziative simili, attualmente in corso in Europa, promosse dalla comunità civile e dal mondo economico, e segue il solco tracciato dal Manifesto per un green deal, firmato nello scorso Giugno da 110 rappresentanti del mondo delle imprese.

Scarica il Testo Appello

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