Clima

Clima, sulle Alpi ghiacciai “coperti” per salvarli dal calore estivo

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Per salvare il ghiacciaio Presena dallo scioglimento le autorità scientifiche hanno pensato a una soluzione drastica: un’enorme coperta termica per proteggerlo dal calore estivo.

In lotta per salvare il ghiacciaio Presena da un ulteriore restringimento, gli esperti climatici lo stanno coprendo con lunghe strisce di stoffa che rifletteranno i raggi del sole e impediranno lo scioglimento della neve sottostante.

Con questo procedimento circa il 70% della neve può essere salvata durante l’estate, con la copertura protettiva che funziona allo stesso modo delle protezioni riflettenti che si mettono sui parabrezza delle auto a protezione dal sole.

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In cima al ghiacciaio una squadra dispiega strisce larghe 5 metri e lunghe 70 metri per coprire circa 120.000 metri quadrati del ghiacciaio. L’attività richiede un mese per essere completata.

 


Il processo viene eseguito ogni anno dal 2008.

“I ghiacciai e il loro ritiro sono forse la manifestazione più eclatante del riscaldamento globale in corso”, ha affermato il glaciologo Christian Casarotto del museo della scienza di Trento, aggiungendo che la massa del ghiacciaio è in continua caduta negli ultimi 15-20 anni.

“Studiare i ghiacciai diventa quindi importante per capire la direzione in cui stiamo andando e poterla correggere”, ha aggiunto.

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“Il Presena è una delle meraviglie che la natura ha donato al nostro territorio. Un vero patrimonio dell’umanità che vogliamo riuscire a preservare per farlo ammirare ancora per molto tempo”, spiega Davide Panizza, presidente del Consorzio Pontedilegno-Tonale. “Il primo passo per farlo è fotografare la situazione attuale e capire se le scelte fatte finora vanno nella direzione giusta. I risultati delle analisi verranno presentati a fine estate”, spiega.

Nell’inverno scorso la pandemia ha bloccato l’afflusso turistico ma sul Presena il Consorzio ha comunque ‘sparato’ neve per aumentare e consolidare lo strato nevoso, attraverso una rete di dieci innevatori, capaci di una portata oraria di 220 metri cubi. Uno sforzo imponente che si traduce anche in un investimento economico importante (la spesa media annua, tra gestione e manutenzione supera i 420mila euro). Ad aprile sono state condotte alcune misurazioni sull’accumulo della neve di questo inverno.

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