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Clima, l’Unicef: “Un miliardo di bambini a rischio estremo”. Greta Thunberg attacca il Regno Unito

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Clima, l’allarme dell’Onu: “Un miliardo di bambini in tutto il mondo a rischio estremo”. E Greta Thunberg non risparmia un attacco al Regno Unito.

Clima, l’allarme dell’Unicef: “Un miliardo di bambini in tutto il mondo a rischio estremo per l’impatto del cambiamento climatico“. È quanto emerge dall’ultimo rapporto pubblicato dall’agenzia Onu, che descrive la situazione come “terribile oltre ogni immaginazione“. L’impatto del cambiamento climatico, che può mostrarsi sotto diverse forme (ondate di calore, siccità, alluvioni, cicloni, inquinamento dell’aria ed epidemie), mette a rischio l’esistenza stessa dei bambini che vivono nei Paesi più soggetti al rischio (tra cui India, Nigeria, Filippine e quasi tutta l’Africa sub-Sahariana).

 

Il rapporto è basato sull’analisi climatica e ambientale di vari territori, unita a quella sulla vulnerabilità dei bambini, che dipende da vari fattori come povertà, accesso all’acqua potabile, alla sanità e all’istruzione. Il risultato è quello di poter calcolare, in ogni zona del mondo, la capacità di adattamento e sopravvivenza dei bambini di fronte all’impatto del cambiamento climatico, come ha spiegato uno degli autori, Nick Rees. La direttrice esecutiva di Unicef, Henrietta Fore, ha dichiarato: “Per la prima volta abbiamo una relazione completa su dove e come i bambini sono soggetti all’impatto del cambiamento climatico. Una cosa è certa: nessun bambino al mondo può dirsi al sicuro, perché di fronte agli eventi estremi sono meno capaci di adattarsi rispetto agli adulti“.

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Nella relazione dell’Unicef viene anche illustrato come l’impatto della crisi climatica sia estremamente iniquo: “I primi 10 Paesi al mondo più a rischio sono responsabili solo dello 0,5% delle emissioni globali“. Henrietta Fore ha poi aggiunto: “La situazione è drammatica ma abbiamo ancora tempo per agire. Dobbiamo far sì che in tutto il mondo i bambini possano avere accesso ai servizi essenziali, solo così potremo aumentare la loro capacità di adattamento e sopravvivenza di fronte ai rischi climatici. I bambini devono essere la priorità dell’azione di tutti i governi e di tutte le imprese, senza dimenticare la necessità di ridurre le emissioni di gas serra“.

 

Il rapporto Unicef si rivolge anche agli Stati che a novembre parteciperanno alla Cop26 di Glasgow, invitandoli a far partecipare anche i giovani alle trattative e alle decisioni riguardo al clima. “Queste decisioni influenzeranno il loro futuro, dobbiamo riconoscerli come i legittimi eredi di questo pianeta che tutti noi condividiamo“, ha spiegato Henrietta Fore. La relazione è stata pubblicata in occasione del terzo anniversario dell’inizio dello sciopero studentesco per il clima, che diede vita al movimento Fridays for Future. Alla presentazione del rapporto non poteva quindi mancare Greta Thunberg, che ha anche annunciato un nuovo sciopero globale per il clima per il prossimo 24 settembre.

 

L’attivista svedese, che ha da poco compiuto 18 anni, ha parlato così: “Non siamo solo vittime, siamo anche in prima linea per il clima. Il mondo però non lo considera un’emergenza, invece di agire stiamo discutendo e proponendo strategie di greenwashing. Ma dall’altra parte ci sono milioni di persone, soprattutto giovani, che spingono per andare nella giusta direzione“. Greta Thunberg ha anche criticato ferocemente il Regno Unito: “Boris Johnson ha detto che il suo Paese è un leader climatico perché avrebbe ridotto le emissioni di CO2 del 42% rispetto ai livelli del 1990, ma mente. Se non vengono incluse tutte le emissioni, è facile che i dati appaiano molto più belli. Ma il Regno Unito non ha incluso l’inquinamento causato dall’aviazione, dalla navigazione e dalla combustione di biomassa. La Gran Bretagna è molto creativa nel fare i calcoli, ma all’atto pratico tutto questo non significa molto“.

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