Clima, allarme in Groenlandia. Sciolte 2 miliardi di tonnellate di ghiaccio in un giorno

Clima. Oltre 2 miliardi di tonnellate di ghiaccio si sono sciolte in un solo giorno in Groenlandia.

Sono gli effetti del rapido riscaldamento che si sta verificando nell’artico.

Nella sola giornata del 13 giugno scorso, oltre il 40% della Groenlandia ha sperimentato una pesante fusione dei ghiacci.

Un fenomeno insolito ed inusuale (essendo a metà giugno), che è stato visto dai ricercatori come un segnale di allarme che potrebbe presagire un record di scioglimento di ghiacci.

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La “stagione di fusione” per la Groenlandia va da giugno ad agosto, con il picco massimo di scioglimento che si verifica a luglio.

“L’improvviso picco – ha riferito Thomas Mote, ricercatore dell’Università della Georgia che studia il clima della Groenlandia –  è insolito, ma non senza precedenti. È paragonabile ad alcuni picchi che abbiamo visto nel giugno del 2012″, quando per la prima volta nella storia si sciolse quasi l’intera calotta.

Secondo il ricercatore, “tutti i segni sembrano indicare una grande stagione di scioglimento”.

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Un’ipotesi sostenuta anche da altri ricercatori, come Jason Box, climatologo del ghiaccio al Geological Survey di Danimarca e Groenlandia, che aveva previsto a fine maggio che “il 2019 sarebbe stato un anno di grande scioglimento per la Groenlandia” a causa della copertura nevosa più bassa della media.

Il primo scioglimento infatti, si è verificato ad aprile scorso, anticipando di tre settimane la media.

Più presto il ghiaccio e la neve si sciolgono, tanto più facilmente ci saranno ulteriori scioglimenti nel corso dell’estate.

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La neve bianca ed il ghiaccio infatti, essendo luminosi, riflettono i raggi del sole nello spazio, riducendo così la quantità di calore che viene assorbita  e mantenendo di conseguenza, la calotta polare fredda (fenomeno detto Albedo).

Secondo Mote, un persistente modello meteorologico ha gettato le basi per l’attuale impennata dello scioglimento: “abbiamo avuto una dorsale ancorata sulla Groenlandia orientale per gran parte della primavera, che ha portato ad una certa attività di fusione ad aprile e quel modello ha persistito”.

Questa dorsale, ha spiegato l’esperto, porta su aria calda e umida dall’Atlantico centrale su parti della Groenlandia, il che porta temperature più calde sopra il ghiaccio.

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L’alta pressione impedisce così anche le precipitazioni, determinando cieli limpidi e soleggiati.

Periodi di fusione come quello in corso, si sono verificati anche nel 2012, 2010 e 2007, anche se – come fa notare Mote – fino a qualche tempo fa non avevano precedenti.

“Abbiamo visto una sequenza di queste stagioni di grandi fusioni a partire dal 2007 – ha sottolineato il ricercatore – e non abbiamo mai visto niente di simile prima degli anni ‘90”.

A preoccupare è soprattutto l’eventualità che queste “stagioni” diventino la norma.

Se così fosse, si avranno ripercussioni in tutto il mondo, soprattutto per quanto riguarda l’aumento del livello del mare.

“La Groenlandia – ha concluso Mote – è stata un crescente fattore contribuente all’aumento globale del livello del mare negli ultimi due decenni e la fusione superficiale è una grande parte di questo”.

 

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