ClimaScienza e Tecnologia

Clima, 66 milioni di anni di cambiamenti attraverso lo studio delle conchiglie

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Attraverso l’analisi dell’ossigeno delle conchiglie uno studio coordinato tra Stati Uniti e Europa ha approfondito milioni di anni di cambiamenti climatici.

Lo studio sul passato del clima del nostro pianeta attraverso le conchiglie sedimentate, un aiuto per calcolare i cambiamenti del futuro.

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Il Cenogrid (CENOzoic global reference benthic foraminifer carbon and oxygen isotope dataset) è uno studio pubblicato da Science e fatto in collaborazione tra le università americane ed europee che ha studiato, attraverso l’analisi dell’ossigeno delle conchiglie contenute nei sedimenti oceanici, 66 milioni di anni di storia del clima Mai un periodo di tempo così lungo e in maniera dettagliata era stato descritto prima d’ora. Allo studio hanno partecipato anche tre italiani: Vittoria Lauretano, ricercatrice che vive a Bristol, Fabio Florindo dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) di Roma, e Claudia Agnini, professoressa di paleoclimatologia dell’Università di Padova.

 

Abbiamo misurato l’ossigeno dei microrganismi attraverso la composizione isotopica che è un indicatore della temperatura, poi con appositi strumenti abbiamo studiato l’inversione magnetica della terra nelle varie epoche. Incrociando i dati e confrontando le specie, quelle assenti e presenti in certi periodi abbiamo stabilito con eccellente precisione ciò che è avvenuto nel nostro pianeta in un intervallo di tempo ampio“, spiega Claudia Agnini.

Un lavoro che ha studiato cinquanta anni di estrazioni con una profondità di oltre 1000 metri raggiunta, 23631 campioni analizzati (un campione è composto da dieci gusci che non raggiungono le dimensioni di un millimetro) e 19 specie di conchiglie sottoposte alla valutazione.

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Il progetto Iodp (International Ocean Discovery Program) al quale si è aggiunta questa ricerca lascia un’eredità importante. “Innanzitutto che questo è il patrimonio, frutto della collaborazione tra laboratori internazionali. In secondo luogo, la terra ha sempre trovato i suoi equilibri e tende a ripercorrere ciò che è avvenuto”, spiega Agnini.

Il nostro pianeta ha ben 4,5 biliardi di anni e noi siamo riusciti a calcolarne il clima nei 66 milioni di anni trascorsi. Se dovessimo rapportare l’evoluzione geologica all’arco di una giornata è come se l’uomo fosse comparso solo attorno alla mezzanotte. Cerchiamo di far tesoro di quel che abbiamo e con molta umiltà rispettare il mondo che ci circonda. Esso con l’uomo o senza l’uomo troverà probabilmente nuovi equilibri”.

 

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