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Clima, 12 Stati fanno causa a Biden per decreto. Anche Greta contro il presidente: “Non fa abbastanza”

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Dodici stati americani guidati da governatori repubblicani fanno causa a Joe Biden in merito al suo primo decreto sul cambiamento climatico. L’accusa è quella di non avere l’autorità costituzionale per attuare le nuove regole sulle emissioni.  Anche Greta Thunberg critica Biden: “Tratta la crisi climatica come una crisi”.

Joe Biden nel suo primo giorno alla Casa Bianca ha firmato un decreto per chiedere alle agenzie federali di calcolare i “costi sociali” delle emissioni e dell’inquinamento stimando la “monetizzazione dei danni”. Secondo i 12 stati repubblicani, il decreto spinge l’autorità del presidente al di là di quanto previsto dalla Costituzione: quello a cui Biden fa riferimento – è la tesi – ricade nell’autorità legislativa del Congresso. A questo si aggiunge che le conseguenze economiche della richiesta sarebbero disastrose con “centinaia di miliardi di dollari di danni all’economia americana per i prossimi decenni”, si legge nell’azione legale.

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L’attivista per il cambiamento climatico Greta Thunberg ha chiesto inoltre al presidente americano Joe Biden di impegnarsi seriamente nell’affrontare le questioni ambientali, denunciando che la sua amministrazione non ha fatto abbastanza durante i suoi primi mesi in carica. “Tratta la crisi climatica come una crisi“, ha detto la Thunberg in un’intervista a MSNBC. “Hanno detto loro stessi che questa è una minaccia esistenziale, e farebbero meglio a trattarla come tale. Invece stanno solo trattando la crisi climatica come un tema politico tra tanti altri“. 

Come puoi aspettarti sostegno e pressione dagli elettori … se non stai trattando la crisi come una crisi?” ha ribadito Greta, rivolgendosi con determinazione al presidente, ma poi mitigando i toni ha aggiunto: “Capisco che sia difficile e non vorrei essere nella posizione di un politico in questo momento“. Il mese scorso l’amministrazione Biden è rientrata nell’Accordo di Parigi sul clima e ha lanciato un summit sul clima, il prossimo 22 aprile. A gennaio, Biden ha firmato una serie di ordini esecutivi destinati ad affrontare questioni di inquinamento, sostenibilità e ha promosso una serie di incentivi per la green economy.

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Nella tutela dell’ambiente “non ci sono partner migliori dei nostri amici in Europa e l’Unione europea” per “trovare soluzioni alla crisi che stiamo affrontando”.

Oggi l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Clima, John Kerry, in un punto stampa a Bruxelles in compagnia del vice presidente della Commissione europea, Frans Timmermans ha dichiarato che “il periodo 2020-2030 deve essere il decennio dell’azione sul Clima“.

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“Il presidente Biden ha chiarito che questa è una delle questioni più importanti che la sua amministrazione intende affrontare“, ha proseguito Kerry. “Siamo di fronte a una crisi straordinaria e la scienza ci urla contro che le prove crescono di anno in anno”, ha sottolineato l’inviato speciale Usa. “La crisi climatica – ha aggiunto – coincide anche con la più grande opportunità che abbiamo avuto forse dai tempi della rivoluzione industriale” perché “ci saranno nuovi prodotti, nuove tecnologie, sia che si tratti di cattura del carbonio, che di stoccaggio di batterie o di combustibili a idrogeno“.

“Queste sono le soluzioni alla crisi che dobbiamo affrontare“, ha sottolineato l’ex segretario di Stato americano. L’esponente dell’amministrazione Usa ha poi chiarito in merito ai costi della transizione che “ogni singola analisi economica rende chiaro che è più costoso per i nostri cittadini non rispondere” alla crisi in atto. Ciononostante, “non stiamo facendo tutto ciò che ci eravamo prefissati di fare a Parigi“.

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Le aziende stanno già lavorando molto duramente per sviluppare le tecnologie” che permettano la transizione ambientale, “ma gli scienziati ci dicono che questo decennio dal 2020 al 2030 deve essere un decennio di azione ed è per questo che Il presidente Biden ospiterà un vertice in aprile per riunire i Paesi e contribuire ad accrescere l’ambizione” sul Clima. L’incontro dovrebbe svolgersi in preparazione del Cop26 che si terrà a Glasgow a inizio novembre.

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