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Clima, 11 mila scienziati dichiarano lo stato d’emergenza

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11 mila scienziati di 153 paesi diversi hanno firmato una lettera che dichiara lo stato d’emergenza per il nostro pianeta. “Per assicurarci un futuro sostenibile, dobbiamo cambiare il modo in cui viviamo”,  William Ripple, autore della lettera.

Gli scienziati di 153 paesi del mondo hanno espresso le loro preoccupazioni riguardo il cambiamento climatico in un comunicato pubblicato nel giornale Bioscience, nell’anno in cui si celebra il quarantesimo anniversario della prima conferenza sul clima ospitata a Genova nel 1979.

Nonostante si parli sempre di un’emergenza climatica e di prendere urgenti azioni per contrastarla, i gas ad effetto serra continuano ad aumentare e gli scienziati hanno avvisato che il genere umano soffrirà inevitabilmente se non verranno prese misure drastiche nel cambiare il nostro stile di vita. La lettera degli scienziati è giunta nello stesso giorno in cui Trump ha annunciato che gli Stati Uniti si ritireranno dagli accordi sul clima di Parigi.

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Nell’annuncio si legge: “Noi dichiariamo apertamente e inequivocabilmente che il pianeta sta affrontando un’emergenza climatica. Per assicurarci un futuro sostenibile, dobbiamo cambiare il modo in cui viviamo. Questo vuol dire cambiamenti maggiori nel modo in cui la nostra società funziona ed interagisce con l’ecosistema naturale”.

Il documento è stato diffuso da William Ripple, professore di ecologia all’Università dell’Oregon, che ha scritto la lettera dopo aver condotto una serie di studi sull’aumento delle temperature. Quello che ha spinto il professor Ripple ad agire è la preoccupante assenza di azioni prese negli ultimi anni: “Nonostante 40 anni di negoziati, abbiamo continuato a comportarci nello stesso modo e abbiamo fallito nel combattere questa crisi”.

L’obiettivo dell’avvertimento degli scienziati e di stabilire una serie di “indicatori vitali”, oltre all’aumento delle temperature e le emissioni di carbonio, che possano dare un’indicazione dello stato della crisi. Secondo il coautore della lettera, Thomas Newsome dell’Università di Sydney , gli altri fattori che dovrebbero essere monitorati sono: l’aumento della popolazione, il consumo di carne, la deforestazione, il consumo di energia, i combustibili fossili e le perdite economiche annuali dovuti alle condizioni meteorologiche.

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Il tono della lettera lascia intendere che l’umanità non può più permettersi di perdere tempo quando si parla di cambiamento climatico:La crisi è arrivata e sta andando più veloce di quanto molti scienziati si sarebbero aspettati. È molto più grave di quanto anticipato, minacciando il sistema naturale e il destino dell’umanità”.

La lettera pone un numero di obiettivi chiave.                                                                                            

In ordine:

  • rimpiazzare i carbon fossili
  • tagliare il metano e polveri sottili
  • porre fine alla distruzione della natura e ricreare l’ecosistema
  • mangiare meno carne
  • convertire l’economia in una che sia libera dai carbon fossili.

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Nonostante le preoccupazioni gli scienziati hanno spiegato che non tutto è perduto e si sono detti incoraggiati dalla recente presa di coscienza: “Le azioni recenti sono la nostra migliore speranza per salvare la vita sul pianeta Terra, la nostra casa. Avvertire l’umanità di ogni minaccia e descrivere esattamente la situazione cosi com’è, nonostante sia tragica”.

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