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Le posizioni della Commissione europea e l’approvazione dell’Europarlamento.

Giornata piena per l’Unione europea sul fronte climatico. Mentre la Commissione europea ha annunciato la linea dura contro le violazioni su clima e lavoro, al Parlamento europeo si sono raggiunti importanti accordi, anche se ‘annacquati’.

Ue, la linea dura della Commissione

La Commissione europea ha proposto di sanzionare i partner commerciali che violano i principi delle Convenzioni Onu sul lavoro e l’accordo di Parigi sul clima. La proposta rientra nell’ambito della promozione dello sviluppo sostenibile nei trattati commerciali. L’idea è quella di introdurre sanzioni, come la sospensione delle preferenze tariffarie, in caso di violazioni dei principi di base dell’International Labour Organization o dell’accordo di Parigi. La proposta riguarderebbe però solo i nuovi accordi e quindi non rientrerebbe, ad esempio, quello con i Paesi del Mercosur.

Accordo su carbon tax e fondo sociale

Intanto, la plenaria del Parlamento europeo ha approvato la Cbam, cioè la carbon tax alle frontiere. La misura fa parte del pacchetto clima Ue per raggiungere il taglio di emissioni di CO2 del 55% entro il 2030. Il testo è stato approvato e ora dovrà essere negoziato con la Commissione europea e con gli Stati membri Ue.
Gli eurodeputati hanno chiesto una riduzione più graduale delle emissioni dei settori Ets, con un taglio di CO2 del 63% al 2030 rispetto al 2005 (contro il 61% chiesto dalla Commissione). Il sistema Ets viene esteso anche al trasporto marittimo e per le aziende di edifici e trasporti.
Un’altra novità, non proprio positiva, è che il fondo sociale per il clima sarà ridimensionato rispetto a quanto chiesto dalla Commissione europea. Nei piani originari avrebbe dovuto essere finanziato con il nuovo Ets ma gli europarlamentari hanno chiesto che edifici residenziali e trasporti privati non siano inclusi nel sistema prima del 2029, e dopo quella data solo previa valutazione dell’impatto della misura. Gli eurodeputati stimano le risorse a disposizione in 16,4 miliardi di euro dal 2024 al 2027. La Commissione europea indicava 23,7 miliardi nel periodo 2025-27, per arrivare a 72 miliardi nel 2032.
La fine delle quote gratuite, su cui c’era stata rottura l’8 giugno a Strasburgo, è prevista in cinque anni, dal 2027 al 2032. Approvato anche l’emendamento che include gli inceneritori e termovalorizzatori municipali nel campo di applicazione del sistema Ets.

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