Clima, Mercalli: “Mi è stato dato del catastrofista, io faccio da portavoce di una comunità scientifica”

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Crisi climatica, siccità e informazione ambientale. Queste le tematiche che abbiamo affrontato con il climatologo Luca Mercalli in un’intervista esclusiva per TeleAmbiente nel corso della quale ci ha anche spiegato perché qualche settimana fa ha deciso di abbondare la trasmissione Cartabianca di Raitre.

Informazione ambientale oggi, perché ci sono ancora persone che sostengono che quello a cui stiamo assistendo non ha nulla a che vedere con il cambiamento climatico e continuano a mettere in dubbio i dati scientifici?

E’ da qui che è partita la nostra intervista con Luca Mercalli, climatologo, meteorologo e divulgatore scientifico, con riferimento anche all’episodio avvenuto qualche settimana durante un collegamento con la trasmissione di Raitre Cartabianca, in cui il professore ha deciso di abbandonare il dibattito: “Si stavano mettendo in dubbio i dati sui cambiamenti climatici“.

Perché Luca Mercalli ha abbandonato la trasmissione Cartabianca di Bianca Berlinguer

Il finale di trasmissione della puntata di Cartabianca di martedì 7 giugno, condotta da Bianca Berlinguer è stato dedicato alle questioni climatiche. Il meteorologo Luca Mercalli era stato chiamato a discuterne con il giornalista del quotidiano La Verità, Francesco Borgonovo.

Una puntata che avrebbe dovuto incentrarsi sulle questioni climatiche ma che in realtà si è rivelato un “non dibattito” sulla crisi climatica, che ha portata Mercalli ad abbandonare la trasmissione in diretta.

“Dovevamo iniziare a parlare di clima intorno alle 23:20, c’è stato un grande ritardo, ma si è partiti quasi alle 23:45, e questo già dimostra che al clima viene sempre riservato l’ultimo spazio, all’ora più tarda, però poteva essere una buona occasione per fare chiarezza. E invece mi sono trovato di fronte questo personaggio che si è inizialmente presentato come un non esperto, infatti si tratta di un giornalista generalista. – spiega Luca Mercalli a TeleAmbiente Ma quando Bianca Berlinguer mi ha dato la parola per fare un rapido quadro sulla crisi climatica, mi ha immediatamente dato del catastrofista. Io faccio da portavoce di una comunità scientifica, non esprimo opinioni o pareri personali, salvo sui dati che rilevo direttamente, mi rifaccio all’IPCC che è una struttura internazionale autorevole. E fatta da scienziati designati da 195 governi al mondo. Quando ho citato queste ente Borgonovo l’ha definito ‘molto discusso, senza grandi fondamenta e sul quale ci sono opinioni differenti‘. Io non ci ho visto più. Quando sento uno che si dichiara non esperto e lancia giudizi, oltre che sulla mia persona, anche sull’operato dell’intera scienza internazionale, allora mi sono alzato e me ne sono andata via”. 

Il professore è rimasto però molto stupito dall’atteggiamento di  Bianca Berlingueruna conduttrice, esperta, colta, intelligente come lei, alla fine tenesse quasi le parti del negazionismo climatico invece che agevolare la comprensione da parte dei telespettatori su un problema così urgente e complesso che richiede tempo per essere analizzato e descritto. Così mi sono alzato, mancavano 4 minuti poi alla fine del programma, e alla fine avrebbero vinto le opinioni non esperte ed io non sarei nemmeno riuscito ad iniziare a spiegare le motivazioni del vero cambiamento climatico“.

E aggiunge: Il solito tentativo di fare la rissa televisiva, forse prima portava audience, ora però alla gente annoia”.

Emergenza siccità, cosa sta accadendo in Italia 

“Di siccità ne abbiamo avute in passato, il problema è che adesso stanno diventando più frequenti, più intense ma soprattutto si combinano in maniera sfavorevole con l’aumento della temperatura. – spiega Mercalli a TeleAmbiente – La siccità è già grave quanto capita con un clima relativamente fresco ma diventa gravissimo quando le temperature sono molto più elevate della norma per il motivo che con il caldo le piante consumano più acqua, l’agricoltura va in crisi molto più in fretta, l’industria, specie la produzione di energia elettrica, richiede il raffreddamento delle centrali e questo le manda in sofferenza. Noi stessi quando è più caldo usiamo più acqua. Quest’anno abbiamo avuto un inverno poverissimo di piogge e di neve, specie al nord. Persino il fiume Po si trova in una condizione direi storica di magra: 250mq al secondo e dovrebbero essere 1400 circa a stagione, grazie alle piogge primaverili e alla neve che non c’è stata. Se non  pioverà in modo consistente nelle prossime settimane abbiamo un’estate ancora lunga, con temperature elevate“.

E aggiunge: “E’ tardi intervenire per questa siccità, non si può pensare in due mesi del lavoro che si sarebbe dovuto fare in 30 anni, ma si può sempre iniziare con un programma a livello nazionale, finanziato per molti anni di seguito, che renda l’uso dell’acqua in tutto il paese più resiliente. Questo vuol dire poiché in futuro dobbiamo aspettarci nuove siccità e temperature in ulteriore aumento bisogna riparare prima di tutto gli acquedotti, che fanno acqua da tutte le parti: la media italiana di perdite è del 42%. Bisogna rifarli, sono vecchi. Poi dobbiamo costruire degli invasi, mettere da parte l’acqua quando c’è, per poterla utilizzare come riserva nei mesi più caldi. Oggi si possono fare piccoli laghetti di campagna, che danno la riserva dove serve. E poi c’è da fare molta educazione nel pubblico e spiegare come si usa l’acqua. C’è da fare un grande investimento in agricoltura, un cambiamento anche nelle coltivazioni”.

Overshoot day globale, ecco perché abbiamo finito le risorse sulla terra a nostra disposizione

È stata resa nota in occasione della giornata mondiale dell’ambiente l’overshoot day globale, la data in cui l’umanità avrà terminato le risorse naturali a sua disposizione per il 2022 e comincerà a consumare in debito. E quest’anno l’overshoot day globale cadrà il 28 luglio, un giorno prima rispetto allo scorso anno.

Ma il nostro Paese consuma in debito già dal 15 maggio scorso. Perché dobbiamo riflettere su questi dati e, soprattutto, come siamo arrivati a consumare più risorse di quelle di cui disponiamo?

Ci siamo arrivati perché non abbiamo ascoltato i dati scientifici di 50anni fa. Nel 1972 venne pubblicato il rapporto ‘Limiti alla crescita’: il pianeta ha risorse finite e l’umanità non può permettersi di inseguire una crescita infinita, bisogna darsi dei limiti. afferma Mercalli – Oppure prelevare risorse allo stesso tasso con il quale queste si possono rinnovare, ad esempio posso pescare pesci nell’oceano e lasciare il tempo che questi si riproducano. Abbiamo poi immesso negli oceani poi la plastica, più plastica che pesci, un problema enorme per le generazioni future. Oggi siamo diventati 8mld, e il risultato consumiamo di più di quanto il pianeta ci può dare, cioè consumiamo in debito ecologico, non c’è solo quello economico che preoccupa tanto i politici. O si rientra della capacità di carico del pianeta o andremo continuamente a consumare le risorse fin quando il pianeta non sarà completamente depauperato e non permetterà più una vita decente ai nostri figli e nipoti”.

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